ALLA PROVA DEL 6 (MT)

TEST – Teleco Group Router WiFi WFT400

CI PIACE

  • Prestazioni elevate
  • Pratico e versatile
  • Semplicità d’uso
  • Conveniente

NON CI PIACE

  • Manca un sistema di fissaggio

Prezzo suggerito al pubblico: 126,00 euro

31 marzo 2021 – Collegarsi a Internet quando si è in viaggio non è difficile: soluzioni semplici e a basso costo non mancano. Quando però l’affidabilità della connessione, la praticità e la necessità di utilizzare più dispositivi contemporaneamente sono elementi importanti, non esiste nulla di meglio che dotarsi di un router dedicato, proprio come a casa.

Per un uso occasionale, l’hotspot del telefono è la soluzione più immediata, ma a seconda dello smartphone utilizzato si può andare incontro a qualche inconveniente. Il primo è che la durata della batteria può calare drasticamente; il secondo che la velocità di navigazione può essere limitata dalla tecnologia del telefono; il terzo che il numero di dispositivi che vi si possono connettere è limitato; il quarto che spesso quando ci si disconnette dalla rete, magari perché il dispositivo che usiamo è andato in stand-by, bisogna riabilitare il collegamento dal telefono.

Il secondo metodo è quello di utilizzare una “saponetta”, uno di quei dispositivi proposti dalle compagnie telefoniche che richiedono una SIM dedicata e che funzionano a batteria. Basta accenderli e questi creano una rete Wi-Fi a cui ci si può collegare per navigare. Qui i limiti principali sono due: il numero di dispositivi connessi contemporanei, che a volte è limitato a poche unità, e la batteria, che va ricaricata con regolarità per non rimanere improvvisamente senza connessione.

Internet come a casa

Chi fa uso di Internet un po’ più spesso e che magari vi si affida anche per poter lavorare da remoto ha però una terza soluzione, che noi consigliamo assolutamente per diversi motivi: quello di un router 4G alimentato a 12 Volt. Il vero vantaggio di questa soluzione si può riassumere in un unico fondamentale concetto: Internet esattamente come a casa. Vediamo perché.

Noi abbiamo installato il Router WiFi WFT400 di Teleco Group, un prodotto che si è rivelato ideale nella vita quotidiana e che viene proposto a poco più di 120 euro: un investimento modesto rispetto ai benefici che apporta. Il prodotto non è piccolissimo, ma rispetto a quelli normalmente utilizzati in casa ha uno sviluppo verticale, che ne facilita il posizionamento in camper limitando gli ingombri. Nella confezione sono presenti sia il trasformatore da 230 a 12 Volt sia un semplice cavetto che ne consente il collegamento direttamente all’impianto elettrico del camper o della caravan.

Le connessioni si trovano sul retro del dispositivo: il connettore elettrico, una porta Ethernet e una USB. Nella parte superiore, uno sportello cela la possibilità di utilizzare un’antenna esterna, nel caso si abbia bisogno di migliorare la ricezione. Su uno dei lati sono invece posizionati il pulsante per l’accensione e lo spegnimento e lo slot per la SIM telefonica, in formato “micro” (quello intermedio fra il taglio tradizionale e il minuscolo “nano” utilizzato per esempio negli iPhone). Dall’altra parte si trovano un pulsante per la connessione automatica dei dispositivi senza password (WPS) e il foro per il ripristino alle impostazioni di fabbrica che costituisce l’assicurazione per superare eventuali problemi (che noi non abbiamo mai avuto). Infine, nella parte anteriore cinque indicatori blu, ben illustrati da icone autoesplicative, segnalano lo stato di funzionamento del dispositivo.

Le istruzioni anche in italiano

Il router di Teleco è accompagnato da un manuale cartaceo, anche in italiano, che spiega bene le modalità di utilizzo. L’unica cosa che potevamo aspettarci in più è un sistema di fissaggio di qualche genere, visto che la forma (con la base più larga della sommità) e le connessioni sul retro non aiutano a trovare una soluzione “facile”. Per sistemarlo sopra un ripiano noi siamo ricorsi a del robusto velcro adesivo che assolve bene il suo compito.

Ma forse è questo l’unico “peccatuccio” che abbiamo riscontrato nel prodotto. Noi abbiamo installato il dispositivo in un punto molto alto, appena sotto il tetto, ottenendo risultati egregi in termini di ricezione. All’interno sono celate due antenne che si sono rivelate più sensibili di quelle dei nostri telefoni (un Apple e un Motorola), per cui non abbiamo mai sentito l’esigenza di avere un’antenna esterna. C’è da dire che siamo anche attrezzati con l’amplificatore di segnale PhoneBoosterVan 2.0, di cui vi abbiamo già accennato più volte, che in caso di segnale debole dovrebbe aiutarci molto più di qualsiasi antenna aggiuntiva. Purtroppo, il lockdown di questi difficili mesi non ci ha ancora permesso di testare adeguatamente questa soluzione, essendo rimasti sempre in aree con buona copertura cellulare. Speriamo che l’arrivo della primavera ci permetta di mettere tutto “sotto stress” in modo da potervi dare un feedback più corretto.

Tornando al router, va segnalato che la fase di avvio – da quando si preme il pulsante di accensione a quando il dispositivo è pronto all’uso – richiede solamente una trentina di secondi. Una volta avviato e collegati i dispositivi che ci servono (nel nostro caso due smartphone, due computer, due tablet, due smartwatch e un Kindle) il sistema diventa “trasparente” e proprio come a casa basta accendere quello che vogliamo usare per vederlo automaticamente connesso alla rete Wi-Fi, e di conseguenza a Internet tramite la connessione cellulare.

Soddisfazione assoluta

Abbiamo fatto molte prove e tutte ci hanno soddisfatto in pieno. La prima, per esempio, è quella sulla velocità di trasferimento dati, che essendo un elemento variabile (in funzione della posizione, dell’affollamento della cella a cui si è collegati e persino – in parte – di temperatura e umidità) abbiamo ripetuto più e più volte. Con il risultato che rispetto ai nostri smartphone abbiamo riscontrato una velocità di download molto simile, ma una di upload quasi doppia. Questo significa che se dobbiamo inviare documenti a qualcuno o fare backup o sincronizzazione con qualche servizio cloud (come Apple iCloud, Google Drive, Microsoft OneDrive, Dropbox o più semplicemente i servizi per la gestione delle foto) con il router impiegheremo molto meno tempo.

Un secondo elemento positivo è che rispetto a uno smartphone la stabilità della ricezione è completamente diversa, molto superiore. Lo sapevate, per esempio, che a seconda della posizione – orizzontale, verticale, tra le mani, con le dita sulle cornici o meno – la qualità del segnale di un telefono varia moltissimo? Le antenne che si trovano sui bordi del dispositivo sono infatti influenzate da moltissimi fattori e anche solo spostare il cellulare da un posto all’altro all’interno del camper può significare una riduzione enorme delle prestazioni.

Il terzo aspetto che ci ha impressionato è la portata del router in campo aperto. Tra le prove che abbiamo eseguito c’è stata anche quella di uscire dal veicolo con i nostri computer e vedere fino a che distanza potevamo lavorare. Beh, in una zona dove il segnale 4G/LTE era di buon livello, siamo riusciti ad allontanarci fino a 40 metri, mantenendo una velocità di download superiore a 10 megabit sia in download sia in upload. Questo significa avere la massima libertà anche quando si è in una piazzola o in mezzo alla natura.

Si gestisce via web

Per gestire il router, Teleco ha previsto un’interfaccia web, che consente di monitorare il funzionamento delle reti, di calcolare la quantità di dati scambiati e di impostare tutti i parametri di sicurezza. Il WFT400 incorpora tra l’altro un firewall, un filtro che può operare su MAC Address o indirizzi IP, la funzione di Port Forwarding e la possibilità di indicare un dispositivo DMZ. Sono tutti aspetti tecnici che per un utilizzo normale potete benissimo ignorare: di base, il router viene acceso e funziona. Come in ogni dispositivo di questo genere, le uniche vere accortezze sono quelle di reimpostare subito le credenziali dell’amministratore e scegliere password non troppo semplici. Il fatto di usare il router itinerando e in modo intermittente vi mette intrinsecamente al sicuro da possibili intrusioni.

Come detto nella prima parte, a meno che non sia collegato a qualche altro dispositivo collegato in rete, questo router richiede una SIM cellulare. Le offerte sul mercato non mancano, a prezzi più o meno convenienti e con prestazioni più o meno adeguate. Il nostro consiglio è di fare attenzione ai gigabyte inclusi, perché utilizzando un router come questo se avete attivi servizi di sincronizzazione automatica il consumo dei dati corre veloce. La seconda avvertenza è quella di prestare attenzione a eventuali limitazioni della velocità massima imposte dall’operatore (i cui termini sono spesso nascosti in mezzo a mille clausole contrattuali). Noi da quando viviamo in camper abbiamo cambiato diverse volte operatore, con il doppio obiettivo di inseguire proposte più convenenti e di avere operatori diversi. La SIM principale inserita nel router Teleco è di Wind Tre: si tratta di un abbonamento business (perché abbiamo Partita IVA) battezzato Infinito che per meno di 16 euro al mese ci offre gigabyte illimitati, 20 dei quali utilizzabili nei paesi dell’Unione Europea.

Un consumo non esagerato

Una parola va spesa anche sul consumo di elettricità. Teleco dichiara “meno di 12 Watt” in condizioni di funzionamento, il che significa che in un impianto a 12 Volt non si consuma neanche un ampere ogni ora. Non è un valore esagerato, ma per non sprecare energia quando siamo in sosta libera la notte è meglio spegnere il router.

Interessante invece la sua versatilità: la presenza di un alimentatore per il collegamento alla rete elettrica domestica ne fa un perfetto compagno anche per la casa di vacanza e se qui siamo serviti da una connessione di rete fissasenza avere però un router Wi-Fi, sarà sufficiente collegare il Teleco tramite un cavo Ethernet per disporre anche della rete senza fili. In una casa di campagna di grandi dimensioni potremmo invece magari attrezzarci con una coppia di sistemi Powerline (che trasmettono i dati sui cavi elettrici di casa e consentono di portare un punto rete in stanze altrimenti non raggiungibili) e creare una rete wireless anche in una zona diversa dell’abitazione.

Rispetto alle tecnologie più recenti, come il 5G o la gestione della rete wireless con sofisticate tecniche MIMO a doppia frequenza, il Router WiFi WFT400 rimane un passo indietro, ma considerato che l’uso del dispositivo avviene per lo più in aree a scarso affollamento di reti non se ne sente la mancanza. Anzi, l’equilibrio raggiunto tra componente tecnologica, prestazioni e prezzo di acquisto ci sembra davvero eccellente. Noi non potremmo più farne a meno.

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INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.