ALLA PROVA DEL 6 (MT)

TEST – Hymer Exsis SG (2005, su Fiat Ducato 15 2,3l/110 CV)

CI PIACE

  • Design interno ed esterno moderno e originale
  • Dimensioni esterne contenute
  • Spazi interni flessibili
  • Ottima capacità di stivaggio
  • Letto matrimoniale enorme

NON CI PIACE

  • Meccanismo del letto basculante
  • Panchetta laterale scomoda
  • Prestazioni limitate
  • Tetto poco sfruttabile per l’installazione di accessori

Prezzo (usato): da 20 a 26.000 euro circa

14 marzo 2021 – Da tanto tempo ve l’avevamo annunciata, ma la scrittura si è rivelata impegnativa. Ora potete mettervi comodi e leggere la prova completa (lunghissima!) del nostro Falkor, ovvero l’Hymer Exsis SG(prima generazione della fortunata famiglia di “compatti” tedeschi) del 2005 che da giugno 2019 è la nostra casa. Nella prima parte trovate il racconto più “esperienziale” scritto da Marilù, nella seconda Paolo si occuperà degli aspetti più tecnici.

Correva l’anno 2017 e, dopo, una brevissima esperienza con il carrello tenda e una più lunga (quattro anni) con la roulotte, eravamo proprio stufi. Paolo ha visto l’inserzione del concessionario che vendeva uno splendido Hymer Exsis SG del 2005 e siamo subito partiti per Bergamo per andarlo a vedere. E dico vedere perché non avevamo intenzione di comprarlo. È stato un colpo di fulmine, se così si può dire per un camper! Mi è subito piaciuto tutto: l’estetica, l’interno “arioso” con la panchettina laterale, l’enorme tavolo, il bagno spazioso, il grande letto basculante. Il resto – tipo motorizzazione, chilometri, gomme e così via – per me contava poco e ho lasciato le valutazioni a Paolo.

È così nata la mia “storia d’amore”, per dire il vero un po’ travagliata, con il nostro Falkor. Eh sì perché all’inizio tutto sembra perfetto e la vacanza che abbiamo fatto lo stesso anno (2017) in Croazia non ha fatto che confermare la validità della scelta. Stessa cosa per i piccoli viaggi e la vacanza tra le montagne del Piemonte e della Francia nel 2018. Qualcosa si è incrinato quando abbiamo cominciato a viverci, a viverlo nella quotidianità e non solo per farci splendidi viaggi o i fine settimana. 

Letto: odio e amore

Come ho precisato prima, il letto matrimoniale del nostro Hymer Exis SG è basculante. Un grande vantaggio perché questo consente di avere più spazio vivibile, non solo di giorno, ma anche la sera quando uno di noi vuole andare a dormire prima o preferisce dormire di più al mattino. Infatti, il matrimoniale bello grande (205 x 163 cm) non scende fino alla dinette, permettendo di stare comodamente seduti in “soggiorno”. Inoltre, lascia completamente libera la zona cucina se uno di noi due vuole preparare la colazione mentre l’altro riposa. 

Il fatto che il letto scenda “poco” comporta l’uso di una scaletta a cinque pioli: per ora non ci sono problemi. Siamo ancora abbastanza giovani e agili – soprattutto io  – per salire e scendere. E, infatti, l’intoppo non sta in questo, ma nel meccanismo per manovrare il letto. Paolo non ha difficoltà, mentre io riesco abbastanza facilmente a farlo scendere, ma non ce la faccio proprio a riposizionarlo. Lo trovo complicato e anche faticoso. Boh, dipenderà da me? Non lo so. Il risultato finale e, che se Paolo si alza prima di me ed esce, io rimango con il letto abbassato fino al suo ritorno. E devo stare attenta, quando mi sposto dalle zone bagno e cucina a quella soggiorno a non sbattere la testa contro il letto. È anche già capitato! E allora penso, Falkor mi scuserà, a quanto sarebbe bello avere un letto comandabile elettricamente: schiacci un pulsante e scende, lo rischiacci e sale…

Devo però precisare che il meccanismo di “ripiego” del letto in tre pezzi, ha permesso agli ideatori dell’Exis SG di creare un ampio vano, che sta sopra la cabina di guida. Penso che l’idea originale fosse quella di nasconderci cuscini e coperte ma, visto che lasciamo il letto sempre fatto, è diventato il ripostiglio per borse, borsettine e scatole dove io tengo i miei lavori a maglia e uncinetto. Per chi non lo sapesse questa è una delle mie passioni! 

Un soggiorno adorabile

Il soggiorno è decisamente la parte che apprezzo di più. Ci sono una semidinette, dove siedo sempre io, una panchetta laterale – regno diurno del nostro Yoda – e poi ovviamente due sedili girevoli, che usa Paolo. Tutto il nostro Falkor è molto luminoso, ma la zona giorno lo è in particolare, grazie a un’ampia finestra lato dinette e un’altra alle spalle della panchetta. Il tavolo è enorme – soprattutto molto largo. Infatti ne usiamo un lato per appoggiarci vari oggetti che ci servono per il lavoro, e per tenere il portatile quando non lo utilizziamo. Volendo, il tavolo è anche allungabile. Quindi se abbiamo uno o due ospiti, questi possono mangiare seduti sul sedile passeggero e sulla panchetta. 

Un’altra cosa che mi piace molto è la presenza di tanti piccoli “pensili” che si aprono e si chiudono tipo le bagagliere degli aerei. Ce ne sono due sopra la semidinette, due sopra la panchetta, dei quali uno a giorno, e altrettanti sopra la cucina. Ci abbiamo messo un po’ di tutto: dalla cancelleria a una parte del mio intimo, dalle mie tisane allo zucchero fino ai guinzagli, pettorina e impermeabile di Yoda. La parte superiore dei pensili, in pratica delle mensole, è davvero molto utile per appoggiarci diverse cose: le borracce con l’acqua, il cestino della frutta, i piatti e i vari utensili quando si cucina…. Bisogna ricordarsi però di togliere tutto quando scende il letto, altrimenti si fa un disastro. Stessa cosa anche per il vano sopra la cabina di guida. 

Anche se la zona giorno mi piace tanto, non è esente da difetti. Anzi per me il difetto è sostanzialmente uno. La semidinette, dove mi siedo per lavorare, utilizzando quindi il portatile per scrivere articoli, oppure per fare i miei lavoretti all’uncinetto o a maglia, è abbastanza comoda anche se non proprio il mio ideale. Ma lapanchetta, che all’inizio ho adorato, è invece scomoda. La seduta non è abbastanza profonda e la spalliera è troppo bassa. Ed è anche troppo corta per farci un riposino. Insomma per sedersi mezz’ora o un’oretta andrebbe anche bene, ma per starci mentre guardi qualcosa sulla nostra tv-tablet non va molto bene. Se allungo i piedi e li metto sull’altro divanetto, dopo un po’ mi ritrovo “sdraiata” e, nonostante i cuscini aggiuntivi, il mal di collo e di schiena sono assicurati. Alla fine, quindi, la panchetta è diventata la “cuccia” aggiuntiva di Yoda che sembra invece trovarla molto comoda. 

La cucina: gioie e dolori

La parte cucina complessivamente mi piace. I fuochi sono ben tre, posizionati a una distanza adeguata per utilizzare due pentole o due padelle, anche di generose dimensioni. Il lavello è abbastanza grande rispetto ad altri che ho visto ma, purtroppo, è attaccato ai fornelli e, quando laviamo i piatti, è inevitabile che schizzi d’acqua e sapone finiscano un po’ dovunque. Tutte cose di poca importanza alla fine! Ma ce n’è una che proprio non mi va giù. Ok il camper ha i suoi anni, ma si cucinava anche 15 anni fa. Oh no? Non c’è un piano di appoggio sensato: tutto è risicato e se cerco di appoggiare un piatto o un mestolo c’è sempre il rischio che possa cadere. Per fortuna sopra i fornelli, come ho già spiegato prima, ci sono due piccoli pensilie possiamo utilizzarne la parte superiore per appoggiare un po’ di cose mentre cuciniamo.

Date le dimensioni del nostro Falkor (5,45 metri) non posso lamentarmi dello spazio destinato allo stivaggio delle provviste e del pentolame. Abbiamo a disposizione un cassetto per mestoli e posate e un “cassettone” dove teniamo pasta, scatolame e condimenti. In più sotto il lavello c’è un mobiletto a due ripiani: in quello superiore trovano posto pentole, tazze, bicchieri e altro. In quello inferiore c’è la pattumiera e nello spazio rimasto abbiamo messo i vari detersivi. 

Il frigorifero da 97 litri, che dispone anche di un minuscolo congelatore, è sufficientemente capiente. Non riuscite a immaginare quanta roba Paolo riesca a farci stare! Proprio sopra il frigorifero c’è un ampio mobiletto. All’inizio le cose erano accatastate e disposte in modo un po’ disordinato, ma un anno fa abbiamo comprato dei contenitori di varie dimensioni – Paolo ha preso le misure per farcene stare il maggior numero possibile – dove mettiamo un po’ di tutto: sopra asciugamani da doccia e accappatoi, sotto patatine, biscotti, cracker, fazzoletti di carta e così via.

Armadietti, panche, panchettine e cassettine

L’ho già detto ma mi piace ripeterlo. Nel nostro “piccolo” Hymer Exis SG hanno fatto un ottimo lavoro, sfruttando intelligentemente ogni possibilità per offrire il massimo spazio di stivaggio. Sollevando la parte inferiore della semidinette e della panchetta, dove poggiano i cuscinoni, si accede a due grandi “contenitori”. Nel primo la capienza è un po’ limitata dalla presenza della batteria, ma comunque abbiamo spazio sufficiente per mettere carta igienica e domestica, scarpe e ciabatte per la doccia. Le tennis e le ciabatte che Paolo usa abitualmente sono comodamente riposte nel cassetto portascarpe vicino alla porta, sopra il quale c’è un altrettanto comodo vano dove mettiamo gli ombrelli e i sacchetti di platica che usiamo per la pattumiera.

Sotto la panchetta, invece, teniamo il contenitore per le sei borracce dell’acqua, le bottiglie di vino, i succhi, le borse per la spesa, la vaschetta pieghevole per trasportare i piatti da lavare e altro.

Spostandoci dopo il frigorifero troviamo due armadietti verticali. Il primo, più lungo, prevede quattro ripiani dove teniamo la biancheria, magliette, maglioni, pigiami. Nei due ripiani di quello sotto, invece, trovano posto oggetti di vario tipo: asciugamani, i miei attrezzi per lo sport e quant’altro. Dal lato opposto, sempre in verticale, ci sono due cassettoni (lunghi e stretti) e altrettanti armadietti. Quello più basso è inutilizzabile perché contiene la stufa, ma negli altri abbiamo sistemato i prodotti per la pulizia e la trousse per il primo soccorso, i prodotti per l’igiene e, infine, gli accessori e le crocchette per Yoda. 

Un grande bagno

In coda al nostro Hymer Exis SG c’è il locale bagno (trasversale), che ospita anche l’armadio. Ma quest’ultimo lo vedremo dopo. Per ricavare un gavone nella parte posteriore, tutta la zona che va da metà cucina al fondo del camper è rialzata. Il vantaggio è che abbiamo a disposizione un ulteriore spazio di stivaggio (attrezzi, cavo della corrente e così via). Lo svantaggio? Dobbiamo fare i conti con un dislivello importante (30 centimetri) tra la parte anteriore e quella posteriore di Falkor. In più bisogna stare attenti anche al piatto doccia con il bordo in rilievo. Vien da sé che, ogni volta che accedi all’armadio o andare in bagno, devi obbligatoriamente salire lo “scalino”. E stare in due ai fornelli è proprio impossibile

Il locale bagno/guardaroba si chiude con una porta a libro che, quando non serve, si può bloccare dall’interno per creare un unico ambiente. Appena entri in bagno metti i piedi sul piatto doccia. Non proprio il massimo! All’inizio c’era un tappetino gommato (colore giallo!) tagliato su misura. Eredità della precedente proprietaria, ma una soluzione non molto pratica. Si sporcava facilmente e per lavarlo bisognava metterlo in lavatrice. Inoltre era traforato e lo sporco penetrava, finendo sul piatto doccia. Abbiamo risolto, almeno temporaneamente, facendo fare una pedana in legno, che però è piuttosto pesante e non semplice da togliere e mettere quando si fa la doccia. 

Sulla destra del locale toilette si trova il lavello girevole che, una volta chiusa la porta del bagno, si sposta verso un apposito vano per consentirci di utilizzare il WC. Ci sono anche un piccolo ripiano e un ampio specchio. All’areazione ci pensa l’oblò. Il bagno è bello e anche grande, ma il fatto di togliere e mettere la pedana e il fatto di dover estrarre il doccino dal vano sul lavello sono molto, molto scomodi. E rendono un’operazione gradevole come la doccia, un po’ meno rilassante!

L’armadio e ripostiglio

Entrando nel locale toilette, come avevo già accennato, sulla sinistra trovi l’armadio. La parte inferiore è più alta da una parte (sotto c’è il serbatoio dell’acqua) e più bassa dall’altra (sotto si trovano le bombole). In questo incavo teniamo il cesto della biancheria sporca e, a strati, gli zaini, il fornetto, la padella grande, il catino per il bidè. Sopra a tutto, poi, mettiamo due contenitori in plastica con il coperchio per contenere vari capi di abbigliamento. Lungo tutta la larghezza dell’armadio corre un bastone appendiabiti per giacche, pantaloni, vestiti, maglioni lunghi e quant’altro.

Paolo il tecnico

Tutto quello che avete letto fino a qui è stato scritto da Maria Luisa. Le sue attenzioni sono andate all’aspetto “esperienziale” della nostra vita su Falkor, ma una prova non può dirsi completa se non si accenna anche all’aspetto tecnico. Ecco quindi un’ultima aggiunta da parte mia (Paolo).

Partiamo dal riscaldamento, che è importante sotto molti aspetti. Falkor ha una stufa Trumatic 4000C e un boiler da dieci litri della stessa marca, entrambi alimentati a gas. Al loro servizio, così come a quello dei fornelli e del frigo trivalente (cioè in grado di funzionare, con selezione manuale, a 230 Volt quando attaccati alla rete elettrica, a gas in sosta libera e a 12 Volt in viaggio), c’è un vano in grado di ospitare due bombole da 11 chili. Noi usiamo quelle classiche di acciaio perché sono più facili da reperire, ma in quello spazio entrerebbero agevolmente anche i contenitori in vetroresina.

Le due bombole sono una scelta adeguata alle dimensioni e alla tipologia del veicolo. L’ottima coibentazione dell’Exsis ci consente di avere consumi ragionevoli. A febbraio, quando le temperature qui vicino a Milano scendono spesso di qualche grado sotto lo zero, con una bombola resistiamo tra sei e otto giorni: un ottimo risultato considerando che siamo in camper quasi costantemente, che di giorno teniamo tra i 20 e i 21 gradi e che la notte rimaniamo intorno ai 16. Quale sarebbe la soluzione ideale? Affiancare un sistema a gasolio, stiamo pensando a un Eberspächer, e adottare una bombola ricaricabile a doppia camera (ne abbiamo parlato qui), tenendo una solo bombola normale. Questo ci garantirebbe il massimo della flessibilità. Nel frattempo, abbiamo appena installato il Truma DuoControl CS con i relativi filtri per non trovarci, come spesso avviene, senza riscaldamento nel cuore della notte.

Attenzione all’acqua

Dal punto di vista idrico, Falkor si basa su una riserva di acqua potabile da cento litri. Il serbatoio che si trova nell’armadio è facilmente ispezionabile, ma la sua altezza rende difficoltosa la pulizia del fondo: con le braccia non ci si arriva. La pompa, da 19 litri al minuto, è a immersione, di facile reperimento e di rapida sostituzione in caso di necessità. Per quanto riguarda le acque grigie, la capienza è di soli 75 litri e così il serbatoio di scarico si riempie completamente prima che le chiare si avvicinino alla fine e la valvola del troppo pieno scarica purtroppo all’interno del veicolo. Bisogna quindi fare attenzione. Il grande vantaggio, però, è che il contenitore si trova all’interno della cellula, completamente protetto dalle intemperie e dal freddo.

Un punto debole dell’Exsis è costituito dalla superficie disponibile sul tetto (calpestabile). La forma tondeggiante e la presenza di un maxi-oblo centrale (80 per 50) e di un oblò in bagno rende complicata l’installazione di accessori. Sul retro può trovare posto abbastanza facilmente un’antenna satellitare, ma un condizionatore è impossibile da montare se non rinunciando al grande oblò e procedendo con una complessa ricostruzione della porzione di tetto mancante. La curvatura del tetto rende difficile anche l’adozione dei moduli fotovoltaici: quelli rigidi sono spesso un pugno in un occhio dal punto di vista estetico e quindi forse è meglio pensare a soluzioni flessibili. Noi siamo ancora in fase di progettazione.

Un grande stradista

Due parole sulla meccanica. Falkor si affida al Fiat Ducato con motore da 2,3 litri e 110 cavalli (all’epoca era disponibile anche il più performante 127 cavalli). Quando lo abbiamo comprato aveva già 185.000 chilometri, ma la nostra valutazione è stata (e finora a ragione) che questi veicoli sono nati per raggiungere percorrenze decisamente maggiori senza troppi problemi. Da allora abbiamo fatto 35.000 chilometri e la manutenzione si è limitata a due tagliandi standard (olio e filtri), un cambio pastiglie anteriori e posteriori, un cambio cinghia con kit pompa dell’acqua (il secondo nella vita di Falkor) e un cambio pneumatici, che erano già molto usurati. Unici “guasti” sono stati un problema di connessioni lasche dell’alternatore, che ci ha causato qualche preoccupazione ma che si è risolto con un controllo accurato, e la sostituzione di un cuscinetto ruota eccessivamente usurato.

Parlando di prestazioni il nostro Hymer Exsis SG non è un “fulmine di guerra”: accelerazione e ripresa sono modeste, vista la poca cavalleria a disposizione, ma in compenso i consumi sono ottimi. Nonostante un’altezza di 305 centimetri, in media abbiamo percorso 11,5 chilometri con un litro. La nostra andatura standard in autostrada, dove abbiamo fatto oltre i due terzi dei nostri chilometri, è poco sopra i 110 km/h di tachimetro, tenendo conto che abbiamo misurato uno scostamento di circa il 10% rispetto alla velocità reale. Sempre parlando di tachimetro, Falkor arriva agevolmente a superare i 140, ma considerando l’altezza del mezzo e l’età delle sospensioni, amiamo viaggiare un po’ più rilassati. Anche grazie alla presenza di un accessorio che noi consideriamo fondamentale: il cruise control

Difficile da trovare

Infine, se questo Hymer vi piace, qualche indicazione sulla sua reperibilità e versioni. Si tratta di un veicolo abbastanza raro, che è stato prodotto in serie solo dalla fine del 2003 all’inizio del 2006. Si stima ne esistano circa 600 pezzi in tutto. Quando Fiat ha cambiato la meccanica passando dal Ducato x244 al Ducato x250, Hymer non ha ritenuto conveniente rifare gli stampi del tetto e del guscio anteriore, lasciando così “morire” una splendida idea. Oltre alla disposizione che vedete su Falkor, c’erano anche la versione SK (con dinette face-to-face con tavolo centrale e un modulo cucina leggermente più lungo) e Vario (al posto delle panchette c’erano due poltrone singole). Rarissime le versioni con il cambio robotizzato.

La prima generazione dell’Hymer Exsis è ricercata come usato in tutta Europa, con i potenziali acquirenti che spesso si recano anche in paesi diversi dal loro per concludere l’acquisto. Le quotazioni vanno da 20 a 26 mila euro circa. Sull’onda del successo registrato dai camper nel 2020, qualcuno oggi prova a chiedere di più, ma non sappiamo se con esito favorevole per la trattativa.

Come avete intuito, in 545 centimetri di lunghezza c’è davvero di tutto. Da sottolineare che, oltre alla lunghezza che permette di parcheggiare (quasi sempre) rimanendo nei limiti degli stalli realizzati per le auto, anche la larghezza fa la sua parte: i 205 centimetri di Falkor sono gli stessi della carrozzeria del furgone e permettono sia di parcheggiare più agevolmente negli spazi a pettine o a lisca di pesce sia di passare su strade dove mezzi più larghi farebbero fatica o addirittura non potrebbero passare. Infine, il passo di soli 3.200 millimetri (l’attuale Ducato da 541 centimetri ha un passo di 3.450 millimetri) dona all’Exsis una maneggevolezza sconosciuta anche agli odierni furgonati.

Spesso pensiamo alla possibilità di cambiare veicolo, ma oltre al fatto che la situazione economica non ce lo permetterebbe facilmente, va anche detto che non sono molti i mezzi capaci di riassumere così bene i contenuti di Falkor. A meno di non pensare a dimensioni ben differenti, ma in questo caso la filosofia dei Seimetri verrebbe a cadere.

La scheda tecnica del nostro veicolo nuovo (listino 2005)

  • Marca e modello: Hymer Exsis SG
  • Tipologia: ibrido semintegrale/motorhome
  • Tetto: alto in vetroresina a doppio guscio
  • Dimensioni lunghezza-larghezza-altezza: 545 x 205 x 305 cm
  • Posti viaggio/letto: 4/2 + 2
  • Massa in ordine di marcia: 2.795 kg
  • Massa a pieno carico: 3.500 kg
  • Portata utile: 705 kg
  • Peso di Falkor (a pieno carico, 06/06/2019): 3.180 kg 
  • Massa a pieno carico opzionale: 3.850 o 3.900 kg
  • Meccanica, cilindrata/potenza: Ducato 15, 2,3l/110 CV 
  • Altre meccaniche: Ducato 11 2,0l/85 CV, Ducato 15 2,0l o 2,8l/127 CV, Ducato 18 2,8l/120 CV o 2,8l/146 CV
  • Telaio ribassato: no
  • Climatizzatore: optional (1.392€), presente su Falkor
  • Cruise control: optional (290€), presente su Falkor
  • Airbag passeggero: optional (696€)
  • Fendinebbia: no
  • Cerchi da 16″: optional (790€)
  • Autoradio: optional (695€)
  • Retrocamera: optional (1.090€)
  • Cambio automatico: disponibile con meccanica Ducato 15 o 18 e motore da 2,8l/127 CV
  • Costruzione: sandwich con alluminio esterno e pareti prive di legno
  • Spessori pavimento/pareti/tetto: 30/30/30 mm
  • Doppio pavimento: parziale, nella parte posteriore
  • Dimensione letto principale: 205 x 163 cm
  • Dimensioni letto da dinette: 189 x 130/90 cm
  • Altezza interna minima: 190 cm
  • Oscuranti cabina di guida: optional (395€), presenti su Falkor
  • Porta con zanzariera: no
  • Chiusura centralizzata: sì (optional porta cellula: 395€)
  • Cupolino trasparente: no
  • Riscaldamento: Truma Trumatic 4000 a gas + Boiler 10 litri a gas
  • Cucina: a tre fuochi, accensione manuale
  • Frigorifero: trivalente 60 litri (optional 97 litri, 395€, presente su Falkor)
  • Bombole: 2 x 11 kg
  • Doccia: integrata
  • Batteria di servizio: 80Ah
  • Acque chiare: 100 litri
  • Acque grigie: 75 litri
  • Coibentazione grigie: sì, nel doppio pavimento
  • Gradino elettrico: sì
  • Pavimento riscaldato: no
  • Garage: no
  • Prezzo a partire da: 43.900€
  • Prezzo di Falkor, inclusi portabici a discesa e tendalino: 49.897€

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INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.