CAMPERANDO

Nuovo lockdown parziale, ecco come comportarsi con il camper e la caravan

5 novembre 2020 – L’incubo è tornato. Il giorno è il 6 novembre. Da venerdì chi vive nelle regioni a cui viene attribuito uno “scenario di tipo 3” o di “tipo 4”, o più pragmaticamente “arancioni” e “rosse”, è di nuovo in lockdown: niente allontanamenti da casa “salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute”. In pratica, non si può uscire dal proprio comune di residenza e, nel caso delle zone rosse, nemmeno circolare nel proprio territorio (con le solite eccezioni dell’attività motoria individuale e sportiva). In più, l’entrata e l’uscita da queste regioni sono precluse. Lo stabilisce il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 3 novembre.

In Puglia e Sicilia (arancioni) e in Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria (rosse) l’uso di camper e caravan è sostanzialmente vietato, almeno per motivi di svago. I camper, equiparati alle autovetture, possono ovviamente essere utilizzati per motivi di lavoro. La differenza principale rispetto al lockdown di primavera è proprio questa: dato che la maggior parte delle attività produttive è rimasta operativa, per andare e tornare dal luogo di lavoro ci si può spostare, anche se con l’apposita autocertificazione.

Su tutto il territorio nazionale è disposto comunque che “dalle ore 22.00 alle ore 5.00 del giorno successivo sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per la restante parte della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi”.

In questo contesto, che cosa possiamo fare con i nostri camper e caravan? Come visto sopra, nelle zone rosse e arancioni ogni spostamento per motivi di svago è precluso, quindi il consiglio è di stare tranquilli a casa, a meno che non usiate il camper per recarvi al lavoro. In generale, però, le strutture ricettive non sono state chiuse, quindi campeggi e aree di sosta – sempre che siano aperte in questa stagione – rimangono fruibili. Per assurdo, in Puglia e Sicilia se avete disponibile uno di questi approdi nel vostro comune potete frequentarli.

Nel resto d’Italia, fermo restando la raccomandazione a non spostarsi, l’uso di camper e caravan è possibile. Il tema importante qui è quello del cosiddetto “coprifuoco” dalle 22.00 alle 5.00. Con le strutture ricettive aperte, sarà sufficiente rimanere al loro interno in questa fascia oraria per evitare qualsiasi discussione o sanzione. Quindi la risposta alla domanda “posso usare il mio mezzo per il weeend?” è positiva: non esiste al momento alcuna restrizione. Ovviamente va fatto un uso consapevole del veicolo ricreazionale, mantenendo il distanziamento ed evitando situazioni che possano dare origine a equivoci.

La più grossa di queste è la sosta libera. Perché è vero che il decreto vieta gli “spostamenti” e quindi, per ragionamento logico, se sono fermo in un veicolo allestito per consentire il pernottamento non dovrebbero esserci contestazioni. Ma dato che, soprattutto nelle fasi iniziali di applicazione di una nuova normativa, lo spazio alle interpretazioni è sempre molto ampio, è possibile che venga contestato l’uso di un veicolo in orari non consentiti, con relativa sanzione. In questo caso si aprono le porte del ricorso con tempi e costi purtroppo incerti. Un margine di rischio quindi esiste e se volete stare tranquilli cercate di sostare per la notte almeno in un’area attrezzata, meglio se chiusa con sbarra.

Infine, c’è il capitolo – sempre spinoso – dei cosiddetti “fulltimer”, ovvero delle persone che vivono permanentemente in camper. Chiunque abbia sperimentato la situazione in primavera sa che potrebbe essere complicato. Per chi è nuovo a questo stile di vita, i consigli sono di scegliere una zona in cui non si dà nell’occhio, possibilmente non lontana da negozi e aree dotate di camper service, e di avvertire le forze dell’ordine locali spiegando perché si intende sostare in quel posto. In caso di “irrigidimenti” conviene cercare un’altra soluzione. Se non si ha una residenza come “senza fissa dimora” o “fittizia” è ancora più complicato spiegare la situazione, quindi mantenete sempre la calma e annotatevi i riferimenti (targa dell’auto della pattuglia) di chi vi ha mandato via da un comune: in quello successivo potreste dover giustificare ancora il motivo per cui vi state spostando.

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INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.