CAMPERANDO

La vita in camper? Ci piace un sacco, nonostante i fastidiosi inconvenienti (come l’autonomia energetica che va assolutamente migliorata)

11 settembre 21019 – Da quasi due settimane abbiamo passato la boa dei tre mesi vissuti in camper. E mai, mai, in ciascun singolo giorno ci siamo pentiti di questa scelta. Qualcuno sui social ci ha fatto notare che però dai nostri post si notano più facilmente le cose negative. Forse è vero: del resto viene più facilmente voglia di scriverne, visto che la cosa aiuta a sfogarsi. Ma pensando in maniera più razionale, tutto questo serve anche a mettere in guardia chi, magari con un po’ dì di superficialità, sta pensando di fare una scelta analoga. Noi siamo convinti che chiunque possa farla, ma siamo anche convinti che la maggior parte finirebbe per non apprezzare questa vita. Quindi, prima di fare mosse avventate, meglio leggere bene anche tutti gli aspetti meno positivi.Sgombrando però il campo dall’idea che a noi tutto questo abbia portato solo brutte esperienze: non è così, anzi!

E quindi ora possiamo parlare dell’ennesimo aspetto che ci crea qualche preoccupazione. Il periodo estivo volge al termine e ormai ci siamo fatti un’idea abbastanza precisa della nostra autonomia energetica, soprattutto nei periodi, come l’ultimo, dove la quantità di lavoro da fare al computer ci impone di passare la maggior parte delle ore della giornata su Falkor (o nelle sue immediate vicinanze). In queste occasioni ci capita di arrivare a rifornire il notebook anche tre volte al giorno. L’assenza di un qualsiasi sistema di ricarica si fa quindi sentire e le nostre due batterie, di cui non conosciamo età ed efficienza avendole trovate installate due anni fa quando abbiamo comprato il nostro mezzo usato, ne soffrono.

Questa settimana, per la prima volta, le abbiamo sfruttate fino all’ultimo Volt disponibile (ovvero fino a 10,5 Volt residui). Alla fine del terzo giorno in sosta libera le prime avvisaglie dell’esaurimento energetico sono arrivate dalla stufa a gas: faceva freddo e volevamo dare una breve scaldata per l’ora di cena, ma la Truma è andata subito in errore, con la spia rossa lampeggiante. Una breve scorsa al manuale e mistero risolto: tensione insufficiente, nonostante il nostro inverter segnalasse ancora 11,5 Volt. A metà della mattina dopo, nel bel mezzo del lavoro, l’inverter che ricaricava il portatile ha detto “basta”, esalando l’ultimo bip di avviso. La tensione è arrivata a 10,5 Volt e anche la centralina del camper è andata in protezione staccando l’interruttore generale.

Il resto della giornata è durato il tempo di esaurire la batteria del portatile, poi abbiamo messo in moto e ci siamo spostati. Abbiamo fatto circa 70 chilometri in un’ora e un quarto e speravamo di avere dato un po’ di carica alle nostre batterie, ma in realtà siamo tornati a 11,5 Volt, sufficienti per una notte agevole, ma non certo per riportare l’autonomia a un livello di tranquillità. Sinceramente, speravamo che l’effetto della ricarica dell’alternatore fosse maggiore. Non sappiamo, per mancanza di esperienza, se questo sia normale. Abbiamo il dubbio di avere un alternatore non sufficientemente potente, così come ipotizziamo che le batterie si stiano avvicinando alla fine della loro vita utile.

In ogni caso la riflessione è che andando verso la stagione fredda dovremo fare per forza qualcosa, anche se abbiamo la fortuna, ogni quattro o cinque notti, di poterci attaccare alla 220: tre giorni e tre notti in libera, senza un sistema di ricarica, non penso le reggeremmo. Ora il problema è fare i conti, manco a dirlo, con l’aspetto economico: abbiamo un piano base, un piano di emergenza e un piano ideale. Il primo possiamo permettercelo, il secondo faremmo fatica e per il terzo serve una vittoria al Gratta e Vinci!

Il piano base è l’installazione di una coppia di pannelli solari, che per la conformazione dell’area disponibile sul tetto del nostro camper dovranno per forza di cose essere flessibili. La fiera di Parma speriamo ci sia d’aiuto per trovare la giusta soluzione. Se dovessimo fare i conti con batterie a fine vita o quasi, dovremmo invece pensare ai piani più evoluti, che prevedono la sostituzione degli accumulatori. La via standard vede il ricorso a una coppia di AGM, contenendo la spesa tra i 250 e i 300 euro. Il sogno è invece quello di dotarsi di una batteria agli ioni di litio, magari con il sistema NDS di cui abbiamo parlato poco tempo fa, ma qui bisogna sborsare una cifra che si aggira intorno ai duemila euro e la cosa non sarebbe facilmente realizzabile. Come sempre, andremo per gradi: il primo passo è costituito dai pannelli solari.

©2019 seimetri.it

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INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.