ALLA PROVA DEL 6 (MT)

TEST – Smartphone pieghevole Samsung Galaxy Z Flip

CI PIACE

  • Dimensioni compatte da chiuso
  • Apertura schermo anche parziale
  • Cerniera robusta
  • Buon comparto fotocamere
  • Rapporto del display 21:9

NON CI PIACE

  • Schermo esterno troppo piccolo
  • Design anonimo
  • Facile da graffiare
  • Prezzo elevato

Prezzo suggerito al pubblico: 1.520,00 euro

8 agosto 2020 – Gli smartphone pieghevoli sono affascinanti, inutile negarlo, ma sono anche pratici? Dopo avere messo alla prova il Motorola Razr, che a dire la verità ci era piaciuto parecchio, abbiamo avuto modo di usare per qualche settimana il Samsung Galaxy Z Flip. È un telefono diverso da quello americano, anche se condivide la filosofia dello schermo che si piega a metà. Mentre il Motorola punta con decisione a una grande operazione di immagine e di stile, in sostanza a far rivivere un’icona, il concorrente coreano guarda alla sostanza. Di fatto ce n’è di più rispetto al Razr, ma è indubbio che il fascino sia inferiore. Questioni di gusti personali, comunque, anche perché se lo si sceglie color porpora la personalità aumenta.

Lo stile lineare rende il Galaxy Z Flip piuttosto anonimo quando è aperto: se non fosse per il leggero incavo che attraversa lo schermo nella parte centrale, lo si potrebbe scambiare per un qualsiasi telefono Android. E proprio quella leggera infossatura ci rivela quanto sia differente la tipologia di display scelta da Samsung. Al contrario del Motorola, che adotta un sottile foglio plastificato, sotto il quale – al tatto – si possono percepire i meccanismi delle cerniere, qui siamo di fronte a uno schermo realizzato in vetro, anche se molto più sottile rispetto a quelli a cui siamo abituati, e questo significa avere un feedback dalle dita molto più normale. A eccezione dell’incavo centrale, che è impossibile non notare, ma a cui comunque si fa l’abitudine.

Si apre come un portatile

Anche il meccanismo di apertura ha una concezione diversa. Mentre il Razr si apre a scatto, il Galaxy Z Flip ha una cerniera che ne permette un’apertura graduale, più simile a quella di un computer portatile. Il pregio maggiore che abbiamo riscontrato è che questo è un sistema molto pratico per la gestione delle videochiamate: lo smartphone può essere lasciato sul tavolo per un’inquadratura sempre perfetta e senza movimenti fastidiosi. Alcune applicazioni sono poi ottimizzate per questa modalità, per esempio YouTube, ma in realtà non abbiamo mai riscontrato altri vantaggi significativi.

Per aprirlo, una mano basta, ma l’operazione non è praticissima, perché la resistenza che oppone il display all’apertura è significativa. Fatta l’abitudine, però, non è un problema. Anzi, aprire e chiudere il telefono alla fine offre una sottile soddisfazione. Inutile dire che il pregio maggiore di un telefono pieghevole è la comodità quando lo si mette in tasca, dato che non sembra più di portarsi dietro una mattonella come normalmente avviene con gli altri telefoni.

I due aspetti da non trascurare

Parlando di uno smartphone pieghevole ci sono due aspetti che non vanno trascurati. Il primo è che la resistenza dello schermo a sollecitazioni e agenti esterni è per forza di cose inferiore a quella offerta da un dispositivo dotato di robusto Gorilla Glass, e per questo va trattato con maggiore delicatezza. Nel test, pur usando il Galaxy Z Flip come telefono primario nella vita di tutti i giorni, non abbiamo registrato problemi. Ci ha sorpreso invece, che il trattamento superficiale esterno sia più delicato del solito, per cui tenendolo in tasca sono comparsi piccoli segni causati dallo sfregamento.

Visto il “form factor” di questo dispositivo, trovare una cover non è facile, ma dato il valore dell’oggetto vale la pena cercare di proteggerlo. La custodia originale di Samsung, in pelle e divisa in due parti, costa di listino circa 80 euro. Il suo utilizzo porta anche un altro vantaggio: il telefono non scivola più, e non solo dalle mani: raramente abbiamo trovato un dispositivo con un grip così basso da farlo muovere anche quando è appoggiato su un tavolo, così tanto che a volte ci è sembrato avesse vita propria. E all’inizio, quando ancora non avevamo ben compreso questa sua caratteristica, il telefono si è ritrovato più volte per terra, anche quando appoggiato a 10 o 15 centimetri dal bordo del mobile: bastano una leggera vibrazione o una impercettibile inclinazione per farlo inesorabilmente scivolare verso il baratro. Questa ci ha dato però modo di condurre un test che di solito non facciamo: quello di caduta dall’alto. E il Galaxy Z Flip è sopravvissuto senza danni ad almeno quattro cadute.

Si piega a caro prezzo

Il secondo aspetto da non trascurare (e non lo farete di certo!) è quello del costo. Anche il Samsung non è un prodotto a buon mercato: il prezzo suggerito al pubblico è infatti di 1.520 euro, un’ottantina in meno rispetto al Razr, ma abbondantemente di più rispetto a un classico top di gamma con schermo tradizionale. Insomma, uno smartphone pieghevole non lo si sceglie certo per convenienza… Di buono c’è che compresa in questa cifra c’è la copertura per un anno contro i danni accidentali.

Le caratteristiche tecniche sono comunque di buon livello: processore Snapdragon 855 Plus a otto core, 8 gigabyte di RAM, 256 gigabyte di spazio di archiviazione, schermo Dynamic Amoled da 6,7 pollici con risoluzione di 2.636 per 1.080 punti, fotocamera principale da 12 megapixel f/1.8 con ottica grandangolare, secondaria da 10 megapixel f/2.0 e batteria da 3.300 mAh. Si tratta insomma di un prodotto di fascia medio-alta che in quanto a prestazioni non delude. Ma veniamo ai dettagli.

Quel triste secondo display…

A telefono chiuso, all’esterno è posizionato un secondo schermo. Se però quello del Motorola Razr ci aveva entusiasmato, in questo caso la delusione è tanta. I pollici sono solo 1,1 e la risoluzione si ferma a 300 per 112 punti: in pratica siamo di fronte a un rettangolino minuscolo che normalmente indica ora, data e percentuale di batteria residua. Quando arriva una notifica si aggiunge un’iconcina che mostra quale app sia interessata. Aprendo il telefono, però, ci si ritrova sempre nel punto in cui ci si era al momento della chiusura dello schermo e non nell’applicazione che ha generato la notifica. Nel lodevole intento di aumentare l’utilità di questo micro-display, Samsung prova a proporlo come mirino per la fotocamera, ma il risultato è alquanto discutibile. Il display esterno è l’elemento che meno ci è piaciuto di questo telefono.

Piuttosto valide, invece, le fotocamere, soprattutto quella principale. Le caratteristiche sono in sostanza mutuate da quelle del Galaxy S10, quindi la generazione precedente rispetto al top di gamma attualmente in commercio, ma i risultati qualitativi sono più che buoni, soddisfacenti anche nelle riprese notturne a mano libera.

Carica anche senza fili

La batteria da 3.300 mAh permette un uso senza problemi nella giornata lavorativa, ma se capita di “allungarsi” fin verso la sera tardi si potrebbe andare in debito di ossigeno. Per la ricarica rapida si sfrutta la porta USB-C, per cui nella confezione vengono anche forniti appositi auricolari, mentre se non si ha fretta si può sfruttare la ricarica senza fili, ma in questo caso bisognerà procurarsi un caricatore dedicato che non viene fornito con il telefono.

Dal punto di vista della sicurezza, il Galaxy Z Flip dispone di riconoscimento facciale e sensore di impronte digitali. Il primo si è rivelato un po’ pigro, soprattutto in condizioni di scarsa luminosità, mentre il secondo, posizionato lateralmente e integrato nel pulsante di accensione, ha sempre fatto il suo dovere. Rivelandosi molto utile quando si indossa la mascherina imposta dalle norme sul Coronavirus.

Questo Samsung è compatibile con le reti 4G LTE e ospita una scheda in formato nanoSIM e una scheda integrata. Lo spazio di archiviazione non è espandibile. Nelle scorse settimane è stata annunciata una versione del Galaxy Z Flip compatibile con le reti 5G. Nella sostanza, dopo diverse settimane d’uso dobbiamo dire di avere apprezzato questo smartphone. Avesse avuto un filo di personalità in più ci avrebbe acceso anche il cuore e non solo la testa. Ma nonostante tutto, alla fine ci siamo così abituati a non avvertirne la presenza (in tasca), che ora che non c’è ci mancherà.

LE SPECIFICHE TECNICHE

  • Processore: Snapdragon 855 Plus
  • Memoria RAM: 8 GB
  • Spazio di archiviazione: 256 GB, non espandibile
  • Schermo: Dynamic Amoled 6,7”, 2.636×1.080 pixel
  • Dimensioni piegato: 87,4 x 73,6 x 15,4-17,3 mm
  • Dimensioni aperto: 167,3 x 73,6 x 6,9-7,2 mm
  • Peso: 183 gr
  • Fotocamera principale: 12 MP, f/1.8
  • Fotocamera secondaria: 10 MP, f/2.0
  • Connessioni wireless: LTE 4G, Buetooth 5.0, Wi-Fi 802.11 a/b/g/n/ac
  • Connessioni fisiche: 1 porta USB-C 2.0
  • SIM: 1 nano, 1 integrata
  • Batteria: 3.300 mAh
  • Localizzazione: GPS, Glonass, Beidou, Galileo

INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.