CAMPERANDO

Lo choc energetico

30 marzo 2018 – Ieri pomeriggio, di ritorno da un’escursione “fuori porta”, abbiamo deciso di andare a far visita a due specialisti con cui confrontarci per la preparazione del camper. Il primo è Carrozzeria Muschiona, di Cerro Maggiore, che è in grado di ricostruire i termoformati dei camper. Lì abbiamo verificato la possibilità di ricostruire il supporto del lavello del bagno, sui cui è anche montato il miscelatore. E’ un lavoro fondamentale, perché la doccetta estraibile che era installata di serie sul nostro camper non c’è più (acquistato usato, non l’abbiamo trovata) e con un rubinetto fisso l’igiene personale diventerebbe un problema. Il preventivo è ragionevole: circa 200 euro.

L’altro lavoro da fare è quello di sistemare il piatto doccia, fessurato in tre punti: usandolo in queste condizioni avremmo perdite di acqua nel sottostante gavone. Qui la soluzione più radicale è quella di ricostruirlo in vetroresina, più robusta e duratura. L’operazione è però abbastanza complessa, perché il piatto doccia è un pezzo unico che si estende anche sotto il Wc. Il preventivo è più aleatorio, ma si parla di circa 800 euro, un po’ più di quanto ci aspettassimo. In più bisogna preventivare anche quindici giorni di ricovero del camper prima di riaverlo a disposizione. Dovremo tenere conto anche di questo quando ci avvicineremo al “grande salto”.

La seconda visita è stata fatta da Gira Gira, concessionario di Saronno a cui mi rivolgo di norma per la manutenzione del camper. Qui abbiamo sondato il tema dell’autonomia energetica. Dopo avere letto diverse esperienze di chi in camper ci vive mi ero convinto per una configurazione a doppio pannello solare policristallino flessibile (per problemi di forma del tetto) da almeno 100W ciascuno a sostegno di due batterie Agm da 100Ah. Il tutto abbinato a un buon inverter e sostituendo i quattro faretti e i tre neon presenti sul camper con luci a Led.

Per quanto riguarda l’uso, avremo da tenere carichi giornalmente due computer portatili, due smartphone, due smartwatch e un altoparlante Bluetooth. Il riscaldamento rimarrà probabilmente assicurato dalla Truma a gas, quindi con la sola ventola per l’aria forzata. Niente TV e niente phon. Forse, e solo forse, avremo una macchina per il caffè Nespresso per fare quattro o sei caffè al giorno. Nei giorni invernali prevediamo di stare in camper nelle ore buie circa sei ore (dalle 17 alle 23, poi a nanna). Insomma, i consumi non mi sembrano così elevati.

Il responsabile tecnico dell’officina si è invece mostrato scettico: sul tetto del nostro camper, secondo lui, due pannelli non ci stanno. Con uno solo in estate non avremmo problemi, ma in inverno l’autonomia massima arriverebbe a non più di tre giorni. Il suo suggerimento, evitando sistemi tipo Efoy o generatori classici, troppo rumorosi, è stato quello di valutare l’installazione di una batteria al litio da 150Ah il cui costo, esclusa installazione, è di duemila euro…

A questo punto mi è venuto il dubbio che possa avere ragione e quindi la mia mente si è messa in cerca di alternative. Sull’ultimo numero di Plein Air ho visto la pubblicità di un prodotto Mobiltech, chiamato Zeus150 e definito “generatore termoelettrico”. Si tratta di un sistema da 150Wh funzionante a gasolio (preso dal serbatoio del camper) che denuncia una rumorosità standard a sette metri contenuta in soli 32 dB, ovvero molto poco. Mi piacerebbe sapere quanti dB emette nelle sue vicinanze (quindi non a sette metri) e se rumore e fumosità sono davvero sostenibili.Lo choc è arrivato leggendo il prezzo: 2.960 euro più Iva e montaggio. Insomma, dovrebbe davvero valerne la pena per sostenere una cifra del genere. Ho chiesto aiuto e pareri, come faccio sempre in questo periodo, agli amici dei gruppi su Facebook (Fulltimers Italia e Civico zero) e i commenti non si sono fatti attendere. La conclusione è stata che la cosa migliore da fare è probabilmente quella di partire con pannello e doppia batteria e verificare sul campo se la soluzione è sufficiente. A spendere (troppi) soldi c’è sempre tempo.

INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.