CAMPERANDO

L’assicurazione ci assicura contro gli imprevisti, ma nessuno ci assicura il parcheggio

9 luglio 2019 – Dopo una settimana complicata, abbiamo deciso di tornare a spostarci. Prima di farlo, nel fine settimana, ci siamo occupati del bar e dei problemi assicurativi. Da pochi mesi abbiamo cambiato assicurazione, passando da Genialloyd a Vittoria, e quindi ecco l’occasione per verificare sul campo la validità della (per noi) nuova compagnia. Sabato ci siamo recati prima presso la Carrozzeria Muschiona di Origgio per capire se valesse la pena intervenire sulle pareti di Falkor, visto che il danno è visibile ma non gravissimo. Secondo loro si può intervenire, considerando però che si tratta di un lavoro lungo e certosino. Si tratta di qualche migliaio di euro di spesa, del dover rifare le grafiche e di “fermare” il camper per almeno due settimane, forse tre.

Dopo averne parlato tra noi, avere verificato che la franchigia di Vittoria Assicurazioni è di 500 euro e tenuto conto dello stato di ottima forma generale di Falkor abbiamo deciso di provare una risistemazione. Usando la app MyVittoria, visto che di sabato le agenzie sono chiuse, abbiamo aperto il sinistro: dopo circa 40 minuti siamo stati ricontattati da una società esterna che si occupa di questa prima fase per avere conferma della denuncia e per attribuirci un numero di pratica.

Ieri pomeriggio, lunedì, ci siamo spostati a Como per partecipare a una conferenza stampa. Il parcheggio è stato più semplice di quello che temevamo: nel parcheggio a pagamento di Villa Olmo lo spazio non mancava. Ci è rimasta solo un filo di inquietudine per i pannelli integrativi sotto la “P” he riportavano solo il simbolo dell’auto…

La questione è sempre controversa: c’è chi sostiene che questo significa che il parcheggio è limitato ai veicoli di categoria M1, a cui appartengono anche i camper, e chi invece dice che il simbolo è chiaro: un’auto è un’auto, non un camper… Quello che è certo è che quando le amministrazioni comunali appongono quel cartello hanno una sola volontà: niente camper tra le scatole. In mancanza di alternative abbiamo comunque deciso di rischiare… e ci è andata bene.

La parte sgradevole è arrivata intorno all’ora di cena, quando dopo avere fatto un minimo di spesa e abbiamo imboccato la statale lungolago in cerca di una sistemazione per la notte e magari anche di un posto adatto il giorno dopo per permetterci di lavorare. Il risultato? Un incubo. Come in molti altri posti molto turistici i camper allo stato brado non li vogliono, ed è tutto un fiorire di divieti più o meno espliciti (spesso P riservato alle auto, qualche volta divieto di sosta specifico per i camper) e di sbarre che impediscono l’accesso. Il tutto in parcheggi con abbondante spazio a disposizione, essendo un girono feriale.

Nulla di nuovo sotto il sole, ma tutto questo instilla un po’ di malumore, sapendo che il codice della strada sarebbe dalla nostra parte. Ma chi ha voglia di mettersi a discutere con le forze dell’ordine per far valere le proprie ragioni? Sarebbe una battaglia persa in partenza, visto che la multa è quasi assicurata e il ricorso costoso sia in tempo che in denaro. Alla fine, abbiamo guidato per oltre un’ora e mezza trovando alla fine uno spiazzo a pochi metri dalla strada e privo d’ombra a Consiglio di Rumo.

Oggi è andata meglio. Studiando bene la situazione con l‘app Park4night ci siamo spostati nella piccola frazione di Piazzolo dove abbiamo trovato un minuscolo parcheggio parzialmente all’ombra e con una vista spettacolare sul lago. Aria fresca a volontà e luogo tranquillo ci hanno fatto lavorare tutto il giorno in tranquillità: proprio quello che cerchiamo quando abbiamo molte scadenze da rispettare. I giorni precedenti sono stati faticosi, ma la vista di oggi ci ha ampiamente ripagato.

INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.