MONDO PLEIN AIR

Lombardia, ecco tutte le limitazioni alla circolazione per i camper più datati

3 ottobre 2020 – Con l’arrivo dell’autunno tornano le limitazioni alla circolazione per i veicoli più inquinanti. È quindi il momento giusto per fare un po’ di chiarezza quando si parla di camper. Noi cominciamo farlo in questo post parlando della Lombardia.

Dato che l’argomento è comunque complesso e che questo post è lungo (e va letto con attenzione). Vi proponiamo un sommario delle domandi più importanti che riguardano le misure strutturali, ovvero permanenti, non legate alle emergenze legate all’inquinamento da PM10:

  1. Esiste una normativa nazionale che impedisce ai camper la circolazione agli Euro 0-1-2-3? No
  2. Quali sono i limiti permanenti in Lombardia? Dal lunedì al venerdì (esclusi festivi) non possono circolare nei comuni di Fascia 1 e 2 (570 comuni totali) i veicoli da Euro 0 a Euro 3, con l’eccezione di autostrade, strade di importanza regionale e relativi raccordi.
  3. I camper sono esenti dai limiti antinquinamento? No
  4. I veicoli di interesse storico o collezionistico possono circolare? Solo se in possesso di un certifico conforme alle norme FIVA rilasciato da associazione riconosciuta.
  5. I veicoli a doppia alimentazione possono circolare? Solo se benzina-gas: quelli a gasolio con l’aggiunta di impianto Gpl o metano no.
  6. Se siamo in tanti si può circolare? È prevista un’esenzione per chi viaggia con almeno tre persone a bordo, che viene però definita come “car pooling” (tragitto casa-lavoro in condivisione) che può quindi creare problemi di interpretazione.
  7. I “veicoli speciali” possono circolare? No, anche se alcuni lo possono fare solo in occasione dei divieti temporanei per emergenza inquinamento.
  8. I camper sono “veicoli speciali”? Se sul libretto alla lettera “J” c’è scritto “autocaravan”, no; per altre definizioni occorre esaminare caso per caso.

Vediamo ora le norme nel dettaglio. La confusione, soprattutto sui canali social è tanta, e spesso si tenta di far passare la convinzione – errata – che i veicoli ricreazionali possano liberamente circolare in quanto esentati come categoria a parte. Purtroppo non è cosi, anche se qualche eccezione si trova, ma il punto di partenza è che nella maggior parte dei casi i camper devono sottostare alle stesse limitazione delle automobili. Entrambe le tipologie, infatti, sono accomunate dall’appartenenza alla categoria M1 (autoveicoli): quello che è un punto di forza quando si vogliono far valere le ragioni in caso di divieti di sosta o di transito diventa un punto di debolezza quando si parla di limitazioni antinquinamento.

Il caos delle norme vigenti

Tutto sembrerebbe quindi abbastanza semplice, almeno in teoria, ma il vero caos scoppia non appena ci si addentra nelle normative vigenti. Esiste infatti una legge nazionale, da molti erroneamente considerata l’unica fonte a cui attingere, ma ci sono anche diverse normative regionali, e ancor più ordinanze locali, che si occupano di questo tema. Ognuna con limiti e divieti specifici e diversi tra loro, sia in termini di categoria sia di giorni e orari di applicazione. L’unico modo per avere la certezza di essere in regola è quindi quello di consultare preventivamente prima la legge regionale e poi quelle locali delle città dove si intende andare.

La normativa nazionale, infatti, non costituisce un problema. Si ritrova all’interno della legge di stabilità del 2015 (art. 1, comma 232) e prescrive che dal 2019 su tutto il territorio i veicoli Euro 0 appartenenti alle categorie M2 e M3, ovvero veicoli per il trasporto di persone con oltre otto posti a sedere. Non esistono altre limitazioni dettate da leggi italiane valide ovunque. A preoccupare sono soprattutto le norme regionali, che riguardano a volte non solo le grandi città, ma importanti porzioni territoriali

Una situazione problematica

La Lombardia è la regione dove la situazione è più problematica. Chi possiede un camper da Euro 0 a Euro 2 compreso non può circolare per tutto l’anno nei comuni appartenenti alla Fascia 1 (209 comuni) e alla Fascia 2 (361 comuni) dal lunedì al venerdì dalle 7.30 alle 19.30, esclusi i giorni festivi. Lo stabiliscono sia il decreto regionale 2055 del 31 luglio 2019, sia il 3606 del 28 settembre 2020, che entrerà in vigore a partire dall’11 gennaio 2021.

Chi ha un veicolo Euro 3 ha le stesse limitazioni, ma invece che sui territori comunali, non può circolare solamente nelle “aree urbane” di quei comuni. La distinzione, vista la densità abitativa di queste zone della Lombardia, è un po’ di lana caprina e quindi meglio considerare off limits quei comuni e basta. In ogni caso è importante conoscere l’estensione del divieto, perché non è vero che le limitazioni riguardano solo il centro di poche grandi città: è una fetta enorme della Lombardia, come si vede dalla cartina qui sotto.

I possessori di Euro 4 possono stare un po’ più tranquilli, almeno per qualche mese. Le limitazioni sono slittate all’11 gennaio e per ora si riferiscono al periodo primo ottore-31 marzo di ogni anno. In più i comuni interessati sono “solo” quelli di Fascia 1, mentre quelli di Fascia 2 sono esclusivamente quelli sopra i 30mila abitanti. In tutto si tratta di 38 comuni.

Quando si può circolare e chi può farlo

Volendo vedere i limiti dal punto di vista opposto, si può dire che fino a Euro 3 si può circolare dal venerdì alle 19.30 al lunedì alle 7.30 e nei giorni festivi. Inoltre, i divieti non riguardano le autostrade, le strade di interesse regionale classificate come R1 (tendenzialmente superstrade e statali) e le strade di raccordo tra esse, che devono però essere individuate da ogni singolo comune.

Per quello che riguarda le esenzioni, non è vero che in Lombardia i camper (tecnicamente “autocaravan”) siano esentati. Chi ha un veicolo che ricade nelle limitazioni previste può solo recarsi, se ha una prenotazione, alla visita di revisione. A salvarsi sono i veicoli di interesse storico o collezionistico, purché abbiamo un certificato redatto secondo le norme della Fédération Internationale des Véhicules Ancines (FIVA) redatto da un’associazione riconosciuta. Non basta, quindi che il veicolo abbia più di venti o trent’anni.

Le altre deroghe

Un’esenzione importante riguarda il trasporto di persone sottoposte a terapie indispensabili che però devono produrre adeguata certificazione medica. A circolare possono essere anche i veicoli, camper compresi, con contrassegno disabili, purché il portatore di handicap sia però a bordo.

Esentati sono anche “i veicoli con a bordo almeno tre persone (car pooling)”. Teoricamente, se si è in tre in camper si è quindi a posto, ma l’interpretazione delle due parole inglesi “car pooling” aggiunte tra parentesi può creare problemi, perché quello è un concetto che è riferito a chi condivide l’auto per recarsi da casa al posto di lavoro e viceversa e normalmente non a chi è in vacanza o in giro nel tempo libero. Se qualcuno di voi ha affrontato una discussione su questo tema con le forze dell’ordina ci faccia sapere come è andata.

Gasolio e GPL o metano? Tutti fermi

Ulteriore deroga, da leggere con attenzione per non cadere in equivoci, riguarda i veicoli muniti di impianto a gas, anche se non esclusivo. Chi ha un vecchio camper a benzina e GPL può circolare, ma se l’alimentazione base è il gasolio, la presenza di un impianto “mixed fuel” non autorizza alla circolazione. Una nota specifica infatti che l’esenzione è valida “solo per i veicoli a doppia alimentazione benzina-gas”.

Infine, esiste la possibilità – sempre teorica – di adottare “efficaci sistemi di abbattimento delle polveri sottili, per dotazione di fabbrica o per successiva installazione, omologati ai sensi della vigente normativa”. In pratica una marmitta catalica o un catalizzatore aggiuntivo capace di portare il veicolo ad almeno Euro 5. Sistemi di questo genere esistono, ma sono di difficile reperibilità in Italia e la loro installazione è molto costosa: si parla dai 3.500/4.000 euro in su. Tutte le esenzioni, quindi sono più teoriche che pratiche.

Singoli comuni ed emergenze

Alla situazione regionale, si sommano le situazioni dei singoli Comuni, ognuno dei quali può emettere specifiche ordinanze. L’esempio più evidente è quello di Milano, che con la sua Area B conferma i divieti regionali rendendoli più stringenti con il passare del tempo. Per visitare una città come questa, l’unica soluzione se si ha un camper datato è raggiungerla con i mezzi pubblici. Per le altre grandi città lombarde, meglio consultare i siti dei singoli enti locali.

L’Area B “blinda” praticamente tutta Milano, escludendo i veicoli fino a Euro 3

Quello che avete letto finora riguarda le limitazioni sempre in vigore. Ma poi ci sono quelle che derivano dai periodi in cui l’inquinamento dell’aria cresce e che vengono applicate solo temporaneamente. Nel caso in cui il livello del PM10 salga oltre i limiti previsti per più di quattro giorni, vengono fermati anche i veicoli Euro 4in ambito urbano, insieme a quelli da Euro 0 a Euro 3, dalle 8.30 alle 18.30 di tutti i giorni. Il divieto riguarda però solo i comuni con oltre 30.000 abitanti appartenenti alle Fasce 1 e 2 viste sopra e non tutti.

Si tratta comunque di 38 comuni: Abbiategrasso, Bergamo, Bollate, Brescia, Brugherio, Busto Arsizio, Cantù, Cernusco s/N, Cesano Maderno, Cinisello Balsamo, Cologno Monzese, Como, Corsico, Cremona, Desio, Gallarate, Lecco, Legnano, Limbiate, Lissone, Lodi, Mantova, Milano, Monza, Paderno Dugnano, Pavia, Pioltello, Rho, Rozzano, San Donato M., San Giuliano M., Saronno, Segrate, Seregno, Sesto S. Giovanni, Treviglio, Varese e Vigevano.

Attenti ai “veicoli speciali”

Le esenzioni alle misure di emergenza sono le stesse previste nel caso dei limiti permanenti. A queste, nella delibera regionale si aggiunge una riga che può creare però dei grossi equivoci, dato che aggiunge: “veicoli speciali definiti dall’art. 54 lett. f), g) e n) del Codice della Strada”. Questo fa pensare a qualcuno che il camper sia un “veicolo speciale”, ma a parte casi particolari per cui è bene leggere con attenzione la carta di circolazione (il cosiddetto “libretto”) non è così: i camper rientrano infatti nella lettera “m” dell’articolo 54, e vengono definiti come “veicoli aventi una speciale carrozzeria ed attrezzati permanentemente per essere adibiti al trasporto e all’alloggio di sette persone al massimo, compreso il conducente”.

La lettera “f” si riferisce ad “autoveicoli per trasporti specifici: veicoli destinati al trasporto di determinate cose o di persone in particolari condizioni, caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature relative a tale scopo”, mentre la lettera “g” parla di “veicoli caratterizzati dall’essere muniti permanentemente di speciali attrezzature e destinati prevalentemente al trasporto proprio. Su tali veicoli è consentito il trasporto del personale e dei materiali connessi col ciclo operativo delle attrezzature e di persone e cose connesse alla destinazione d’uso delle attrezzature stesse”.

Diciamo che se sul libretto, alla lettera J, vedete l’indicazione “Autocaravan” non sfuggite alle restrizioni. Negli altri casi, verificate cosa c’è scritto e preparatevi a sostenere eventuali contestazioni. Ma ricordatevi sempre che questa specifica esenzione riguarda solo le misure emergenziali e non quelle strutturali. Se siete “bloccati” a causa di queste ultime, non potete comunque circolare.

Il servizio Move-In

Per queste c’è una sola scappatoia efficace: aderire al servizio Move-In. L’installazione di un dispositivo GPS permette di circolare in deroga per un certo numero di chilometri all’anno, che vengono però calcolati in tutti i giorni e in tutti gli orari. Per i veicoli da Euro 0 a Euro 2 si possono percorrere da 1.000 a 4.000 chilometri nelle Fasce 1 e 2, mentre per i veicoli a gasolio Euro 3 si può arrivare fino a 7.000 calcolati solo in Fascia 1 e nei comuni di Varese, Lecco, Vigevano, Abbiategrasso e San Giuliano Milanese. Se si guida con accortezza o sulle strade extraurbane si ottiene un “bonus” che aumenta leggermente i chilometri disponibili.

Il sistema non è però attivo nei periodi di emergenza, durante i quali sono in vigore limitazioni stringenti. L’installazione del dispositivo costa 50 euro, mentre dal secondo anno è necessario pagare un abbonamento annuale da 20 euro. Al servizio possono aderire tutti i cittadini che circolano in Lombardia(quindi anche residenti fuori Regione). In caso di superamento della soglia chilometrica prevista il veicolo non è più utilizzabile per il resto dell’anno.

Ne vale la pena? Ognuno deve fare i conti con le proprie esigenze e decidere. Noi possiamo portare solo il nostro esempio. Abbiamo aderito a novembre 2019 al servizio e, anche grazie ai mesi di lockdown, abbiamo percorso in Fascia 1 1.361 chilometri, conquistando 45 chilometri aggiuntivi per guida sulle strade extraurbane e ben 171 per avere guidato con particolare accortezza (del resto in camper questo avviane quasi in automatico). A oggi ci rimangono 5.856 chilometri da percorrere. Per noi che facciamo base in Lombardia con un camper Euro 3 il servizio Move-In si è rivelato un toccasana, eliminandoci tutte le preoccupazioni legate alla circolazione.

Insomma, è un grande casino…

Come abbiamo visto la situazione è complessa e i camper in quanto tali non godono di alcun privilegio particolare. Esenzioni per chi va semplicemente in giro per turismo non sono previste, così come non basta aggiungere un impianto a GPL a un veicolo a gasolio. L’area che riguarda i divieti è piuttosto vasta e quindi bisogna farci i conti con attenzione per non rischiare sanzioni. Prossimamente cercheremo di esaminare anche altre regioni, come Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna.

©2020 seimetri.it – Se vuoi lasciare un commento a questo articolo, puoi farlo sulla nostra pagina Facebook

INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.