CAMPERANDO

Ci siamo: ecco quanto spendiamo per vivere in camper!

30 agosto 2020 – Qualche tempo fa vi avevamo promesso un post che parla di quanto costa vivere in camper. È un argomento molto gettonato, richiesto soprattutto da chi sta valutando se fare o non fare questo passo. Una risposta univoca, però, non esiste. Le variabili sono troppe e dipendono dallo stile di vita personale, dalle esigenze, dal posto in cui si vive in modo prevalente, da quanto si viaggia, dal veicolo che si utilizza, da quante persone è composto l’equipaggio e di quali età. E si potrebbe andare avanti aggiungendo elementi che possono far variare di molto il budget dei fulltimer.

Quello che trovate in questo post (mettetevi comodi: è abbastanza lungo) è solo il nostro personalissimo punto di vista, che non vuole (e non può) essere esaustivo. Se state cercando di capire quanto potrebbe costarvi la vita in camper vi suggeriamo di cercare altre esperienze simili alle nostre (sono diversi i fulltimer che periodicamente spiegano quanto spendono per il loro stile di vita), ma soprattutto di pesare ogni singola voce rapportandola al proprio modo di essere e alle proprie abitudini. Noi del resto abbiamo fatto così, mettendo a punto un vero e proprio foglio di budget sul quale abbiamo costruite molte diverse ipotesi.

Precisi e pignoli

Definire un budget però non basta. Bisogna poi ricordarsi di annotare di volta in volta le spese (anche le più piccole: è curioso scoprire come alcune voci si “gonfino” inaspettatamente solo perché i singoli importi sono contenuti, ma le occasioni di spesa numerose) e poi confrontarle con le proprie stime, aggiustando nel tempo le previsioni per i mesi successivi. Noi abbiamo l’abitudine di farlo una volta ogni uno o due mesi. Lo facciamo per nostra tranquillità, per non esagerare con le spese se non abbiamo in previsione adeguate entrate. Per altri potrebbe essere più facile, magari perché il flusso di entrate è più costante del nostro, oppure perché le spese possono essere facilmente coperte senza troppi patemi. A voi la scelta: potete farlo per necessità o per semplice curiosità.

Una nota sul budget. Noi siamo abbastanza pignoli. Nell’immagine che trovate qui accanto vedete una miniatura del nostro foglio di Excel che ci permette di tenere sotto i conti. Questo è lo strumento che usiamo ogni mese o due per tirare le somme e fare raffronti con i mesi precedenti, oltre che per aggiustare le previsioni. Nel quotidiano, invece, usiamo una pratica app (disponibile per iOs e Android): si chiama Home Budget with Sync e costa 5,49 per gli iPhone o 4,49 euro per gli smartphone Android. Può essere utilizzata da più familiari contemporaneamente sincronizzando in automatico i diversi dispositivi e quindi ciascun membro dell’equipaggio può conoscere entrate, uscite e situazione di conti e carte (se avete segreti, non fa per voi!). Alla fine del mese basta esportare il report in formato CSV e importarlo in Excel per aggiornare il proprio bilancio. Esistono ovviamente molte altre app, ma noi ci troviamo bene con questa.     

Risparmio sì, ma senza esagerare

Ma veniamo all’argomento del giorno, ovvero “quanto spendiamo vivendo in camper”. Prima di vedere i numeri, dobbiamo fare un’ultima doverosa premessa: noi abbiamo fatto questa scelta non guidati da problemi economici, ma dalla volontà di cambiare radicalmente stile di vita. Quindi non troverete la soluzione al problema di vivere con 500-700 euro al mese, magari in due, come molti vorrebbero fare abbracciando la filosofia fulltimer. Quella è un’impresa fattibile solo con molte rinunce, anche se ripagate – potendoselo permettere – dalla frequentazione di luoghi meravigliosi. Se leggerete attentamente i nostri numeri, capirete facilmente dove è possibile “strizzarli” per provare a comprimere il più possibile il vostro budget.

Noi abbiamo entrambi un buon lavoro (anzi, diversi lavori) che ci permettono di concederci qualcosa di più. Niente di clamoroso, ma se un paio di volte al mese decidiamo di uscire a cena lo facciamo, abbiamoabbonamenti a servizi musicali e pay-tv e spendiamo anche qualcosa per le vacanze (rigorosamente a bordo del nostro Falkor!). Insomma, cerchiamo – senza strafare – di goderci quel poco tempo libero che abbiamo. Per capire come ci guadagniamo da vivere seguiteci fino in fondo a questo post. Prima bisogna parlare di numeri.

Se potessi avere 1.500 euro al mese…

Ora non giriamoci intorno. Quanto abbiamo speso nel nostro primo anno da fulltimer, ovvero da giugno 2019 a maggio 2020? Poco meno di 18.000 euro, ovvero circa 1.500 euro al mese. Questa cifra comprende tutto, anche ogni singolo caffè bevuto, tranne: le spese per imposte e previdenza (che per noi sono state molto variabili e legate alla necessità di rateizzare degli arretrati che nonostante i nostri sforzi si erano accumulati) e le spese per i finanziamenti (ne abbiamo uno per l’acquisto di Falkor e uno personale per il quale dobbiamo ancora pagare qualche rata). Queste cifre non c’entrano con le spese quotidiane, variano molto in funzione delle esigenze personali e ognuno di voi può facilmente aggiungerle alle altre. Se siete fortunati, magari sono voci che non dovete nemmeno prendere in considerazione.

Abbiamo risparmiato lasciando la casa che avevamo in affitto per andare a vivere in camper? Sì, le nostre spese annuali sono diminuite del 31% (dopo vedremo come), ma la molla economica non dovrebbe a nostro parere essere l’unica. È vero che spendiamo circa 670 euro al mese in meno rispetto a prima (l’affitto da solo pesava 600 euro), ma va tenuto conto che il camper non è eterno. E oltre alle inevitabili spese di manutenzione bisogna considerare che prima o poi andrà valutato un cambio. Quanto questo influisca economicamente dipende dal valore residuo del proprio mezzo, dal costo di quello che si va ad acquistare e da quanto tempo si pensa di tenere lo stesso veicolo.

Casa, dolce casa, quanto mi costi!

Comunque sia, nel nostro budget annuale la spesa principale era ovviamente legata alla casa: affitto, manutenzione, elettricità, gas, telefono e acqua potabile sono tutte spese sparite da un anno all’altro. In totale, per noi queste voci valevano poco più di 9.300 euro. Ne abbiamo recuperati “solo” 8.000 perché si sono aggiunte voci di spesa che in casa erano meno rilevanti, come carburante, gas per il riscaldamento, accessori per il camper che non avremmo acquistato, maggiore manutenzione. E poi qualche soldino, grazie alla maggiore disponibilità, lo abbiamo speso per goderci un po’ di più la vita.

Voce numero 1 – Famiglia: 4.985 euro (+12,53%)

Oggi la voce più rilevante del nostro budget è quella che abbiamo battezzato “famiglia”. Qui dentro noi mettiamo la spesa da supermercato (cibo, prodotti per la pulizia della casa e per l’igiene personale), la tintoria, i regali, la biancheria, i casalinghi. In totale, in questi 12 mesi abbiamo speso 4.985 euro, con un aumento del 12% circa rispetto a quando vivevamo in casa. La spesa al supermercato è rimasta sostanzialmente invariata anno su anno: poco più di 4.000 euro (circa 430 euro al mese), ma sono cresciute le spese per i regali e le “altre spese”. Quindi facilmente “tagliabili”.

Un’indicazione per inquadrare il valore dei 4.000 euro: viviamo prevalentemente nel Nord Italia, in provincia di Milano, e facciamo regolarmente la spesa all’Eurospin. Entrambi questi elementi hanno un peso: il costo della vita vicino al capoluogo lombardo può essere sensibilmente diverso rispetto ad altre zone d’Italia, e frequentare posti come l’Esselunga (giusto per fare un esempio) è sicuramente più costoso rispetto all’altra catena di supermercati.

Voce numero 2 – Camper: 3.528 euro (-13,87%)

La seconda voce più corposa del nostro budget è quella legata al camper. A livello di confronto abbiamo speso meno nel corso dei 12 mesi presi in esame rispetto all’anno precedente, ma solo perché alcune spese di preparazione e manutenzione sono state affrontate prima di renderlo la nostra nuova casa. Un esempio per tutti: il rifacimento della distribuzione e dei suoi accessori. Il risultato è che la nostra spesa è passata da circa 4.100 a poco più di 3.500 euro. Qui dentro si trovano voci molto variabili, che possono cambiare drasticamente da un anno all’altro (manutenzione, carburante, pedaggi, accessori) e altre più prevedibili (assicurazione, tassa di possesso).

Per i più curiosi: l’assicurazione, stipulata con Vittoria, pesa per circa 560 euro annui e comprende assistenza stradale, furto, incendio, cristalli, atti vandalici ed eventi naturali. Il nostro Falkor è assicurato per un valore di 20.000 euro. Per il gasolio abbiamo speso circa 820 euro (contro i 635 dell’anno precedente), percorrendo circa 8.000 chilometri: molto pochi rispetto alle nostre aspettative, ma spiegati da tre mesi di “lockdown” da pandemia e dal legame costituito dal posto di lavoro (che vedremo più avanti). In media, il nostro Falkor percorre circa 11,5 km al litro. È un Fiat Ducato del 2005 con motore da 2,3 litri e 110 cavalli e la velocità tenuta solitamente in autostrada con “cruise control” è di 110 km/h di tachimetro, corrispondenti a 100 km/h reali.

Ultimo dato curioso: nella voce “camper” abbiamo inserito i costi per il gas, che serve per riscaldamento, cucina, boiler e frigorifero trivalente. Andando a vivere su Falkor, la nostra spesa è passata da 48 euro annui (poco meno di un paio di bombole) a 412 euro. Anche questa cifra va inquadrata nel nostro contesto e nella nostra epoca. Nonostante siamo stati nel Nord Italia, l’inverno è stato abbastanza caldo. Nel momento peggiore una bombola ci durava circa una settimana, ma questo è accaduto per un periodo di tempo brevissimo. In totale abbiamo consumato una quindicina di bombole di gas da 10 chili, tenendo conto che dalle nostre parti sono piuttosto care: il posto dove le paghiamo meno è 23 euro, ma più spesso ne servono 25 o 28 (sempre in posti selezionati) e qualche volta superiamo anche i 30.

Voce numero 3 – Spese personali: 1.985 euro (-8,06%)

Il terzo gradino del podio delle nostre spese annuali se lo giocano a brevissima distanza due voci sulle quali, con un po’ di attenzione, ci sono ampi margini di miglioramento: spese personali (abbigliamento, scarpe, cura della persona, parrucchiere, farmaci, visite specialistiche) e spese per cibo acquistato in locali (bar, ristoranti, pizzerie). Questi due capitoli di spesa valgono ciascuno poco meno di 2.000 euro, ma mentre il primo è in miglioramento dell’8%, il secondo è in crescita rispetto al passato (+14%), soprattutto perché ci siamo concessi qualche vizio in più.

Tra le spese personali, la parte non controllabile (o poco controllabile) è quella relativa a visite mediche e a farmaci, che è legata allo stato di salute. In questo primo anno ha pesato per circa 530 euro, contro i 560 dell’anno prima. Tutto il resto è molto più gestibile. Tra abbigliamento e scarpe ci siamo fermati a poco più di 300 euro, scendendo dai 515 dell’anno prima, ma in camper non ci sta molta roba e la cifra dipende in modo rilevante da quante paia di scarpe si comprano. Invariata la spesa per i parrucchieri (465 euro). Nella voce sono incluse anche le spese per filati (lana, cotone etc.) e relativi accessori: sono 455 euro che però vengono recuperati vendendo le realizzazioni creative di Marilù. Nel vostro budget potete ovviamente non mettere questa spesa!

Cibo e bevande: 1.945 euro (+13,74%)

Cibo e bevande acquistati nei locali ci costano circa 160 euro al mese. È una cifra che può essere ampiamente ridotta, ma circa 25 euro mensili sono riferiti a caffè o bottigliette d’acqua e il resto è costituito da qualche pizza da asporto e da una o due uscite a cena al mese, dove il nostro target è di solito rimanere entro i 60 euro di spesa (30 a testa). Quindi qualche vizio sì, ma davvero senza esagerare.

Servizi: 1.710 euro (-29,86%)

La voce Servizi è una di quelle che ha registrato, insieme alla Casa, una riduzione importante. Siamo passati da 2.438 a 1.710 euro. Da qui sono sparite energia elettrica, gas (sostituito però dalle bombole alla voce Camper) e telefonia fissa. Internet, che è il nostro strumento primario per poter lavorare in mobilità, ha però visto crescere la sua importanza, arrivando a contare per circa 270 euro annui. Del resto, usiamo diverse Sim di vari operatori per non rimanere mai a corto di gigabyte o di copertura e la composizione varia continuamente in funzione delle offerte. 

Viaggi e vacanze: 858 euro (+304,72%)

La voce Viaggi e vacanze ha conquistato un posto importante nel budget 2019-2020, perché l’estate dello scorso anno abbiamo deciso di investire qualcosa in più in “piaceri della vita”, passando 15 meravigliosi giorni tra Friuli e Austria (potete leggerne in questo post). Il risultato è stato una spesa complessiva di circa 850 euro, così ripartiti: 282 euro ristoranti, 155 euro campeggi, 104 euro aree di sosta, 120 euro bar, 86 euro monumenti e musei, 48 euro funivia, 33 euro pedaggi e 31 euro parcheggi. L’anno prima avevamo viaggiato tra le alpi piemontesi e francesi contenendo la nostra spesa in 212 euro.

Animali domestici: 657 euro (+52,08%) e Casa: 650 euro (-92,03%)

La voce successiva riguarda il nostro piccolo Yoda, il fantastico barboncino che condivide oneri e onori della nostra vita da fulltimer e che ci fa compagnia da oltre tre anni. Per lui abbiamo speso in tutto 657 euro, comprensivi di cibo, visite veterinarie e spese accessorie (ciotole, guinzagli e pettorine e così via). L’anno prima erano stati 432, ma sono aumentate le spese per vaccinazioni e visite di controllo. Più o meno sullo stesso livello troviamo una voce che in teoria avrebbe dovuto scomparire, quella relativa alla “Casa”. In realtà abbiamo mantenuto l’affitto di un box, che attualmente ci costa 60 euro al mese, dove conserviamo un po’ di mobili e cose personali di cui non volevamo privarci.

Intrattenimento: 557 euro (-41,74%) e Giornali: 398 euro (+2,58%)

Altre due voci facilmente “tagliabili” sono quelle legate all’intrattenimento e ai giornali. Nel nostro primo anno da fulltimer abbiamo speso rispettivamente 557 e 398 euro, riducendo comunque la spesa rispetto al passato. Qui dentro ci sono Spotify, uno o due concerti dal vivo all’anno, l’abbonamento ad Amazon Prime e Infinity, il teatro, i libri e i parchi divertimento. Il cinema lo abbiamo abbandonato da tempo, visti i prezzi raggiunti per una serata in sala. Per i giornali parliamo di qualche periodico e di qualche fumetto. Per l’informazione quotidiana ci affidiamo ai siti dei quotidiani, ai TG di Sky e della Rai e al mondo della rete, dove cerchiamo sempre di approfondire i temi che ci interessano, soprattutto con informazione dall’estero, senza fermarci alla superficialità dei social network.

Auto: 298 euro (-3,87%), Spese bancarie: 124 euro (-30,34%) e Trasporti 78 euro (-7,14%)

I 300 euro annuali della voce Auto si riferiscono essenzialmente al carburante e alle spese di parcheggiolegati alla vettura dei genitori di Paolo, che spesso usiamo per fare commissioni in zona. Le spese bancariesono l’obolo che dobbiamo versare per poter gestire i nostri soldi in autonomia tramite home banking (scese da 178 a 124 euro), mentre i trasporti sono essenzialmente le spese per i biglietti di bus e metro (da 84 a 78 euro).

Imposte: 59 euro (-70,50%) ed Elettronica 40 euro (-77,53%)

Le ultime voci sono quelle legate alle Imposte locali e al canone Rai, di cui sono rimasti i rimasugli della vita passata (59 euro) destinati a scomparire nel prossimo budget. Una menzione merita il capitolo Elettronica, basso già nel nostro ultimo anno a casa (200 euro) ed esiguo nel nostro primo anno da fulltimer (solo 40 euro). Le nostre spese sono state legate a piccoli accessori, ma è chiaro che l’acquisto di uno smartphone, di un portatile, di un drone o di un qualsiasi altro oggetto elettronico possono far impennare questa voce. Per ora non ne abbiamo avuto bisogno, ma prima o poi anche questo capitolo assumerà una certa rilevanza.

Come facciamo a mantenerci vivendo in camper 

Questa è la panoramica dei nostri costi. Speriamo che possa esservi utile per impostare qualche riflessione. Per chiudere, cerchiamo di rispondere a un’altra domanda molto frequente: ma cosa fate per mantenervi in camper? Qui la situazione va divisa in due: cosa facciamo ora e cosa vorremo fare in futuro. Oggi il nostro vincolo principale è la gestione di un bar (se volete venirci a trovare siamo ad Arese, in provincia di Milano: QuiArese TechCafé, via Caduti 6, aperto tutti i giorni dalle 7.30 alle 23.00, dalle 8.30 nei festivi). Qui dobbiamo lavorare materialmente dietro il bancone un paio di giorni a settimana, e questo ci limita molto negli spostamenti. In prospettiva, questo lavoro vorremmo abbandonarlo, tenendo per noi solo la gestione ammnistrativa del locale, che potremmo fare anche da remoto. In ogni caso questa è una fonte di reddito.

Il secondo lavoro importante che entrambi facciamo è quello dei giornalisti. Storicamente ci siamo occupati di tecnologia: Paolo prima per giornali venduti in edicola e poi per siti web, Marilù per quotidiani. Oggi Paolo, soprattutto grazie alla visibilità che grazie a Seimetri.it abbiamo conquistato, lavora anche nel settore dei giornali (di carta e online) che si occupano di turismo all’aria aperta. Le traduzioni tecniche, dall’inglese all’italiano nel settore della tecnologia e dell’informatica, costituiscono un altro importante pilastro per i nostri ricavi. Infine, Marilù ha messo a frutto la sua passione per l’uncinetto e si sta sempre più dedicando alla creazione di (bellissimi) prodotti che poi rivende. Tutte queste attività messe assieme ci garantiscono ricavi coerenti con le spese che sosteniamo. E a parte il lavoro dietro il bancone del bar, tutti possono essere portati avanti lavorando da remoto. La nostra speranza è quindi quello di levare presto l’àncora e salpare verso nuovi lidi.

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INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.