CAMPERANDO

Sara, fulltimer in Valtellina, e l’insensibilità di (alcune) istituzioni: per fortuna non tutte

11 aprile 2020 – Nelle scorse settimane abbiamo parlato in diverse occasioni delle difficoltà che molti fulltimer stanno vivendo e delle esperienze di alcuni di loro. Il 13 marzo abbiamo affrontato il tema per la prima volta nel post intitolato “Fulltimer e Coronavirus: come affrontare (e risolvere) i problemi che questa emergenza ci mette di fronte”. Pochi giorni dopo siamo tornati sull’argomento parlando di “Fulltimer di tutta Italia: ecco come si vive in camper ai tempi del Coronavirus” per poi, a fine marzo, dare un’occhiata anche a livello internazionale con il post “Covid-19, si moltiplicano le difficoltà per i fulltimer in giro per il mondo: ecco la situazione”. Oggi, quando la realtà di coloro che vivono in camper si è (più o meno) stabilizzata, vogliamo raccontarvi più da vicino l’esperienza di Sara, che in modo molto responsabile ha affrontato il blocco della circolazione e l’isolamento.

Sara è, tra le altre cose, anche insegnante. Vive in camper da diversi anni e ha a suo tempo ottenuto da un comune in Friuli-Venezia Giulia la residenza fittizia (chi vuole sapere di cosa si tratta può leggere questo post). Lo scorso autunno ha ricevuto un incarico da un istituto di Morbegno, in provincia di Sondrio, e si è quindi trasferita con la sua “casa” in Valtellina, avvertendo correttamente le autorità del luogo. Qui si è ovviamente ritrovata coinvolta nell’emergenza sanitaria. Quando è stato emesso il decreto che vietava gli spostamenti, Sara era in sosta nel Comune di Montagna in Valtellina, alle porte di Sondrio, con l’intenzione di gravitare intorno alla città, proprio per non occupare stabilmente l’area di sosta. Pur avendo una discreta autonomia, è alla fine arrivato il momento di occuparsi dell’igiene, con operazioni come scaricare le acque e lavare i panni (va ricordato che le lavanderie sono chiuse).

Per cercare di evitare problemi, il 25 marzo Sara ha quindi inviato una mail tramite posta certificata al questore, al prefetto e al sindaco di Sondrio, preannunciando che nelle successive 24 ore si sarebbe dovuta spostare in un’area di sosta del capoluogo. Ecco la lettera che ha inviato:

A tutte le Autorità in indirizzo, buongiorno.

Mi chiamo Sara [omissis] e il 30 settembre 2019 approdavo nella provincia di Sondrio, per ricevere un incarico come insegnante presso [omissis] di Morbegno. Lo stesso 30 settembre mi precipitavo dai Carabinieri (forse sbagliando indirizzo), a rilasciare copia della mia Carta di identità e della Carta di circolazione del mio veicolo, spiegando che si tratta del camper in cui vivo. Ho fatto questo, in particolare per smorzare in anticipo eventuali segnali di allarme dovuti alla mia presenza in questo territorio e per qualsiasi altra eventuale evenienza.

Ebbene, ora l’altra evenienza è arrivata. Scrivo dunque per comunicare che attualmente mi trovo nel territorio del Comune di Montagna in Valtellina, ma domani, 26 marzo 2020, mi sposterò per recarmi all’area di sosta attrezzata per camper di Sondrio, quella in via Vanoni, per restarci quanto meno fino a quando non riapriranno le lavanderie, perché mi risulta che quello sia il luogo più vicino, rispetto a dove mi trovo ora, in cui potrò lavare i miei panni e scaricare direttamente le acque nell’apposita vasca.

Ovviamente, cercherò di limitarmi allo stretto necessario anche perché non posso consumare troppo gas per scaldare l’acqua dei panni, altrimenti rimango senza per lavarmi e per cucinare. Né stenderò i miei panni all’aperto, s’intende: laverò una cosa alla volta, l’avvolgerò in asciugamani e me la gestirò io all’interno del camper.

Avviso dunque le forze dell’ordine, nella speranza di subire eventualmente semplici controlli come ne fate a tutti gli altri cittadini e non “processi” (cosa che avrei voluto evitare già dal 30 settembre), perché non sono una malintenzionata. Scrivo al Sindaco di Sondrio per essere autorizzata a rimanere nell’area oltre le 48 ore stabilite dal Regolamento comunale; inoltre, per essere autorizzata a usare l’acqua per lavare i panni e per avere una garanzia che qualcuno ogni tanto venga a svuotare la vasca e a raccogliere i miei rifiuti.

Scrivo a tutti, perché magari ogni tanto qualcuno si preoccupi che io possa avere effettivamente, nel caso che mi siano accordati, i servizi necessari (insomma, che tutto funzioni e ci sia l’effettiva disponibilità). Questa è una richiesta, pertanto resto in attesa di risposta e di eventuali diverse istruzioni. In ogni caso, domani mi sposterò da Montagna a Sondrio. Allego carta di identità, foto del camper e carta di circolazione.

Distinti saluti, Sara

Non avendo avuto notizie contrarie, il giorno dopo Sara si è spostata a Sondrio. Dove però ha ricevuto la risposta “a mano”, con notifica diretta da parte degli agenti, scritta dal Comandante della Polizia Locale di Sondrio. Che lascia basiti. Ve la proponiamo qui sotto:

Comprensione: zero. Tentativi di trovare una soluzione a una persona in difficoltà: zero. Conoscenza dei problemi di gestione di un veicolo come un camper, anche ai fini della salute pubblica e dell’inquinamento: zero. Il comandante si spinge anche a scrivere che l’area di via Vanoni “ad ogni buon conto, non è un’area destinata allo stazionamento dei camper”. Ci piacerebbe sapere da dove ricava tale convinzione e che ci dicesse come dovrebbero essere interpretati, Codice della Strada alla mano, i cartelli che sono posti all’inizio della via… E non poteva mancare, se le cose non fossero abbastanza chiare, anche la nota sulla sanzione a cui Sara sarebbe andata incontro.

Sara, che è una persona estremamente corretta, ha immediatamente risposto, mettendo in copia questore e prefetto:

Buongiorno Comandante.

Allego la Sua risposta, notificatami dai suoi agenti, secondo la quale il mio spostamento non poteva essere effettuato, per mancanza del presupposto (comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute), citando a tale proposito l’articolo 1, comma 1, lett. b) del DPCM 22 marzo 2020. La notifica dell’atto mi è stata ovviamente fatta a Sondrio, presso l’area di sosta, alla quale già mi trovavo. Alla mia domanda su come allora avrei dovuto comportarmi, è seguito l’invito degli agenti (tutt’altro che gentili) a tornarmene da dove ero venuta, cioè a Montagna in Valtellina. Ho chiamato il Sindaco di Montagna che, sentita la mia condizione di difficoltà, non ha esitato a riaccogliermi nel proprio comune. Questo però ha comportato un secondo spostamento.

Gli agenti sopra citati mi hanno anche rimproverato il fatto di “essermi spostata senza attendere una risposta”. A questo proposito, preciso di aver presentato richiesta via PEC, pertanto mi aspettavo una risposta con la stessa modalità, quindi ho tenuto sotto controllo la casella di posta elettronica fino a un momento prima di spostarmi.

Inoltre, lo spostamento era stato da me deciso non per il gusto di violare il DPCM né per il gusto di arrogarmi il privilegio di sostare nell’area di Sondrio (che nemmeno mi piace, francamente); mi sono spostata perché nel medesimo DPCM non è contenuta una disposizione che abroghi l’art. 3 della Costituzione; al contrario, l’articolo 1, comma 1, alla lettera e) non prevede nemmeno che siano tolti alla gente i servizi di acquedotto e fognatura, cosa che, invece, il comune di Sondrio sta facendo in questo momento nei miei confronti; alla lettera e) del medesimo articolo e del medesimo comma è scritto esplicitamente che “sono comunque consentite le attività che erogano servizi di pubblica utilità”.

La mia intenzione di sostare a Sondrio era dunque e ovviamente legata a evitare continui spostamenti da un comune all’altro, dal momento che quando è stato emesso il DPCM 22 marzo 2020 io mi trovavo a Montagna.

Ad ogni modo, se così mi viene richiesto, così farò. Non mi sposterò per lavare i miei vestiti, ma certamente mi sposterò con assidua frequenza per effettuare il carico, lo scarico delle acque e l’approvvigionamento delle acque, perché non posso pretendere che il Comune di Montagna in Valtellina, che non possiede un’area di servizio per camper e che comunque già mi ospita, data la particolare situazione e preso atto che non sto arrecando disturbo ad alcuno, mi fornisca anche i servizi di acquedotto e fognatura.

Concludo con un’ulteriore precisazione: non per una legge in particolare, ma comunque per diritto, come nomade, in condizioni normali e non di emergenza, io comunque non potrei permanere a Morbegno per il solo fatto di insegnare al [omissis], perché vige per me l’obbligo di spostarmi ogni 48 ore, altrimenti manifesterei una intenzione di “stabilirmi” e questo comporterebbe una lunga serie di complicazioni. Ebbene, ho sempre rispettato questa norma dal 30 settembre, da quando mi trovo in questa provincia. Ora è ovvio che non la posso rispettare, perché mi viene imposto di stare ferma.

Stare ferma, ma non di rinunciare ai servizi. La proprietà transitiva del pensiero logico sillogistico mi aveva fatto ritenere che l’area di sosta di Sondrio fosse l’unica soluzione sia perché possiede i servizi di acquedotto e fognatura sia perché è quella più vicina al punto in cui mi trovo a Montagna. Così non la pensa Lei, Comandante. Va bene, farò come mi dice. Magari in uno dei miei viaggi ci incontreremo.

Distinti saluti, Sara

Alla fine, la situazione si è risolta con l’intervento – per altro non esplicitamente richiesto – dei Carabinieri di Sondrio, che dopo avere sentito la sua versione l’hanno aiutata a trovare una collocazione idonea. Ora Sara è tranquilla e ha scoperto un’area che non conosceva, ma altri fulltimer segnalano che ogni tanto vengono “cacciati” dal posto in cui si trovano, senza motivo, senza comprensione, senza aiuto. A tutti il suggerimento è di provare a contattare le varie autorità del luogo in cui si trovano. Prima o poi, qualcuno più comprensivo di altri si incontra.

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INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.