CAMPERANDO

Covid-19, si moltiplicano le difficoltà per i fulltimer in giro per il mondo: ecco la situazione

28 marzo 2020 – A mano a mano che questi pesanti giorni passano, chi vive in camper trova la propria soluzione all’isolamento. Molti hanno risolto il problema definendo una dimora stabile, qualcun altro, soprattutto se si trova all’estero, ha ancora qualche difficoltà: quello che noi abbiamo vissuto in Italia un paio di settimane fa si sta ripetendo in Paesi come la Spagna o la Francia. Con l’aggravante, per i fulltimer italiani, che tra barriere linguistiche e incomprensioni è ancora più complicato capire cosa fare.

In linea di massima, i suggerimenti per chi non può raggiungere una casa in muratura sono quelli di cui abbiamo parlato qualche tempo fa. Da allora, però, in Italia la situazione si è complicata con il divieto di spostarsi dal Comune in cui ci si trova, “salvo che per comprovate esigenze lavorative, di assoluta urgenza ovvero per motivi di salute”. Inoltre, il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 22 marzo specifica anche che le parole “è consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza” presenti nel precedente decreto di limitazione degli spostamenti sono soppresse.

Come sempre, la grande confusione deriva dalle interpretazioni che i singoli rappresentanti delle forze dell’ordine danno al decreto, nonostante sul sito del Governo siano state pubblicate numerose precisazioni. In merito agli spostamenti, si legge che “si può uscire per andare al lavoro o per ragioni di salute o per altre necessità, quali, per esempio, l’acquisto di beni necessari. Si deve comunque essere in grado di provarlo, anche mediante autodichiarazione”.

In merito allo spostamento in altri Comuni, cosa che può rendersi necessaria per lo scarico delle acque, per esempio, si legge che “è possibile spostarsi in altri Comuni solo ed esclusivamente per comprovate esigenze lavorative o in casi di assoluta urgenza o per motivi di salute. Laddove quindi il Comune non disponga di punti vendita, o sia necessario acquistare con urgenza generi di prima necessità non reperibili nel Comune di residenza o domicilio, lo spostamento è consentito solo entro tali stretti limiti, che dovranno essere autocertificati”.

Purtroppo, le normali esigenze dei fulltimer (ne avevamo parlato anche in questo post) non sono contemplate, e quindi la decisione se il carico e scarico delle acque rappresenti o meno “un’assoluta urgenza” è lasciata ai tutori dell’ordine. L’esperienza di Patrizia di Vivere e viaggiare in camper, che vive nel suo veicolo a Fabrica, nei pressi di Roma, da questo punto di vista è negativa: più volte le è stato ribadito che se dovesse spostarsi per fare camper service nel paese che si trova a dieci chilometri da lì, sarebbe poi costretta a non fare ritorno a Fabrica.

Qualche fulltimer ha trovato rifugio presso i pochi campeggi aperti. È il caso, per esempio, di Armando e sua moglie, di Westfalia Digital Nomads, che in Sardegna sono entrati in una struttura ricettiva e lì hanno l’obiettivo di rimanere fino alla fine dell’emergenza. Sperando che ordinanze come quelle emesse da Lombardia e Piemonte non si allarghino ad altre regioni: in quel caso i governatori hanno disposto la chiusura (fino al 3 aprile in Piemonte e fino al 15 in Lombardia) di tutte le strutture ricettive, obbligando gli ospiti ad andarsene entro tre giorni. Anche in questi casi sono previste eccezioni, che difficilmente possono però essere adattate ai fulltimer. A questo link trovate l’ordinanza di Regione Lombardia (e qui le modifiche che sono state successivamente introdotte), mentre a quest’altro collegamento c’è l’ordinanza della Regione Piemonte.

Più complesso il problema per chi si trova all’estero, che spesso fatica a far comprendere alle forze dell’ordine locali la situazione particolare di un fulltimer. Tra le situazioni che ci è capitato di conoscere in questi giorni c’è quella di Daniela (Mollo tutto e vado a vivere in camper), che si trova a Cadiz, in Spagna. Oltre alle strutture ricettive, lì le amministrazioni stanno anche chiudendo l’acqua delle fontane pubbliche, aggiungendo problemi a problemi. Dopo avere pensato alla possibilità di rientrare in Italia, Daniela sta ora cercando qualcuno che possa ospitarla in Spagna in una proprietà privata.

In Francia ci sono dei ragazzi che hanno avuto un’idea molto efficace: creare una mappa di Google battezzata Solidarité aux vanlifers et camping-caristes confinés dove chiunque possa mettere a disposizione un luogo sicuro per i fulltimer può indicare dove si trova. L’iniziativa si sta lentamente espandendo anche fuori dai confini d’Oltralpe e speriamo quindi che si trovino soluzioni anche per chi è in altri Paesi.

I problemi esistono anche per chi si trova ben più lontano. Simone e Lucia di Stepsover sono da oltre due anni nel sud dell’America. Il virus è arrivato anche in Messico e quindi hanno deciso di auto-isolarsi in quarantena. Per farlo nel migliore dei modi hanno attraversato buona parte del Paese, raccontando, principalmente su YouTube, le loro peripezie. 

Tornando a chi viaggia in Europa, Pierluigi e Amelia di Orme sul mondo hanno preso la (triste) decisione di rientrare in Italia dopo essere stati per quasi cinque mesi a Tenerife. Proprio chi torna nel nostro Paese deve prestare attenzione alle norme. Di come sia regolata la circolazione nelle nazioni confinanti non abbiamo informazioni, ma chi arriva alla frontiera italiana deve farlo, ancora una volta, solo per motivi di assoluta urgenza, ragioni di lavoro o di salute. Sul sito del Ministero degli esteri si legge che “è considerata un’assoluta urgenza il rientro a casa propria di chi non ha un’abitazione nel comune dove si trovava a titolo temporaneo (ad esempio per lavoro) il 22 marzo”.

Più in generale, “è consentito il rientro dei cittadini italiani o degli stranieri residenti in Italia che si trovano all’estero in via temporanea (per turismo, affari o altro)”. Ecco cosa dispone più in dettaglio il ministero: “È ugualmente consentito il rientro in Italia dei cittadini italiani costretti a lasciare definitivamente il Paese estero dove lavoravano o studiavano (perché, ad esempio, sono stati licenziati, hanno perso la casa, il loro corso di studi è stato definitivamente interrotto). Una volta entrati nel territorio nazionale, gli interessati dovranno raggiungere la propria casa nel minore tempo possibile. Le circostanze di assoluta urgenza devono essere autocertificate. Si raccomanda di preparare l’autocertificazione prima della partenza, indicando in modo specifico i motivi del rientro, in modo da rendere più rapidi i controlli. Per l’autocertificazione si può usare il modulo pubblicato nel sito del Ministero dell’interno”.

Chi torna deve poi prepararsi ad affrontare un periodo di quarantena: “Chi rientra in Italia,” si legge sul sito, “dovrà comunicare l’ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio ed è sottoposto a sorveglianza sanitaria e a isolamento fiduciario per 14 giorni. La sorveglianza sanitaria e l’isolamento fiduciario non si estendono ai componenti del nucleo familiare eventualmente già presenti in Italia”.

Insomma, l’emergenza è ancora lontana dalla sua conclusione e tutti coloro che vivono in camper devono affrontare questa situazione cercando di conoscere i limiti che gli sono imposti. Mantenendo un grande self control quando ci si confronta con le forze dell’ordine, non sempre pronte a comprendere la particolarissima situazione.

Un consiglio importante riguarda l’eventuale ammenda: non pagatela subito. L’ammenda fa infatti seguito a una denuncia penale e il pagamento equivale nella sostanza a una condanna definitiva che verrà segnalata sul casellario. In pratica non si sarà più incensurati, con tutti i problemi che possono derivare da tale condizione. Il consiglio è di non pagare e attendere di ricevere il “decreto penale di condanna”. Lo spiega bene questo articolo pubblicato su La Stampa.

Se qualche fulltimer desidera segnalarci una condizione problematica può farlo e noi cercheremo di fare da “amplificatore” nel tentativo di aiutare a trovare una soluzione. Buona vita a tutti, ora più che mai.

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INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.