ALLA PROVA DEL 6 (MT)

TEST – Smartphone Palm

CI PIACE

  • Dimensioni “lillipuziane”
  • Qualità costruttiva elevata
  • Interfaccia funzionale

NON CI PIACE

  • Autonomia limitata
  • Fotocamere migliorabili
  • Mancano i tasti volume
  • Prezzo elevato

Prezzo suggerito al pubblico: 349,00 euro

25 marzo 2020 – Quando ci si riferisce agli smartphone, si pensa sempre a dispositivi dallo schermo sempre più grande. Il primo iPhone, presentato nel 2007, aveva uno schermo da 3,5 pollici, mentre l’iPhone 11 Pro Max è arrivato a 6,5 pollici. Ma ci sono dispositivi anche più grandi, come il Galaxy Note 10+, che arriva a 6,8 pollici. Insomma, si pensa sempre che grande sia bello. Da un certo punto di vista è vero, ma è altrettanto sacrosanto che più un telefono è ingombrante, più è scomodo da mettere in tasca. Così a volte le dimensioni contano, ma al contrario. Palm, che è stata una delle prime società a concepire, sin dal 2002, i primi smartphone e che dopo numerose traversie è divenuta patrimonio della cinese Tcl (che possiede tra gli altri anche i marchi Alcatel e  Nokia), prova così a giocarsi le sue carte con uno smartphone in miniatura: l’omonimo Palm.

Le dimensioni di questo prodotto sono davvero minime: con 97 millimetri di altezza, 51 di larghezza e 7 di spessore non siamo lontani, almeno a livello di impronta, da una carta di credito. Il peso non arriva a 63 grammi. Per ottenere questo risultato, Palm ha adottato uno schermo da 3,3 pollici con risoluzione HD (1.280 per 720 punti) e una densità di 445 punti per pollice (per fare un paragone: l’iPhone 11 Pro arriva a 458 punti per pollice) e ha rinunciato a qualsiasi tasto fisico tranne quello di accensione, che si trova sul lato destro. Appena sotto è posizionato il “cassettino” che va aperto con una graffetta e che ospita una Sim in formato “nano”. In generale, di questo prodotto si apprezza la cura costruttiva, che vede un telaio in alluminio ricoperto, davanti e dietro, da vetro.

Nella parte frontale, sotto lo schermo, la società ha previsto solo un pulsante touch, sempre disponibile, che permette di eseguire tre rapide azioni: tornare alla schermata precedente, tornare alla pagina iniziale o accedere alla lista delle applicazioni in esecuzione. Nella parte alta, ben mimetizzati dalla cornice nera, si trovano l’altoparlante e la fotocamera frontale, da otto megapixel. Quella principale, da 12 megapixel, è posizionata ovviamente sul retro ed è assistita da un flash a Led. L’unico connettore nella parte inferiore è un Usb-C, utilizzabile per la ricarica e per il collegamento delle cuffie, che però non sono comprese nella confezione. Mancano anche i tasti per regolare il volume, che può essere controllato solo via software.

Il sistema operativo è un Android standard, in versione 8.1, e questo consente di utilizzare tutte le app a cui siamo abituati. Noi ne abbiamo installate senza problemi una quarantina. Le dimensioni dello schermo richiedono però qualche accorgimento. L’interfaccia (tecnicamente definita “launcher”) è stata pensata per rendere più pratica la ricerca delle app. Di base, sono tutte disponibili in un’unica schermata, divise a righe di tre e leggermente sfalsate, che può essere scorsa verticalmente. Quando si arriva in fondo all’elenco ci sono due pulsanti – Impostazioni e Gestisci – e con un ulteriore passaggio si passa alla seconda parte della schermata, dove altre app possono essere posizionate in una griglia ordinata in modo più tradizionale e visualizzate a 12 per volta.

In mano, il Palm fa impressione, tanto siamo abituati a forme ben più ingombranti, e mettendolo in tasca sembra quasi scomparire. Nell’uso quotidiano le app più famose fanno il loro dovere, anche se la velocità di esecuzione non è certo tra le doti principali di questo minuscolo smartphone: i giochi di azione meglio evitarli. Social network, posta elettronica e app per le news funzionano invece egregiamente, anche se la soddisfazione nel loro utilizzo è direttamente proporzionale alla vostra abilità di vedere da vicino caratteri molto piccoli.

Le fotocamere sono sufficienti a catturare le immagini per un uso documentale, ma non sono sicuramente all’altezza di quelle degli smartphone più dotati, non tanto per la risoluzione (comunque limitata), ma soprattutto per la qualità complessiva dell’immagine, specialmente in condizioni di scarsa luminosità.

In generale, questo Palm è più adatto come secondo telefono, tanto che all’inizio negli Stati Uniti era proposto esclusivamente da Verizon con una Sim che duplicava il numero di telefono dello smartphone principale. In Italia si può provare a chiedere al proprio operatore una scheda secondaria, ma non è sempre facile ottenerla: una volta queste Sim erano una soluzione più diffusa, perché in auto i sistemi multimediali non erano ancora dotati di Bluetooth.

Uno dei limiti di Palm è la durata della batteria: i suoi 800 mAh difficilmente consentono di arrivare a sera con un uso normale. Per fortuna l’alimentatore in dotazione permette di ripristinare circa il 50 per cento della carica in mezz’ora. Un’alternativa è quella di attivare la Life Mode. Quando il telefono ha lo schermo spento entra automaticamente in “modalità aereo” disattivando tutti gli apparati radio: telefonate e notifiche non disturbano più. Alla riaccensione dello schermo verremo informati di tutto ciò che ci siamo persi. Si tratta di un metodo un po’ drastico, ma che a volte funge anche da disintossicante per una vita “troppo digitale”. Per riattivare il telefono si può ricorrere al tradizionale Pin oppure allo sblocco tramite il riconoscimento del volto, che però non è molto efficace quando la luce è scarsa.

Il Palm, che è certificato IP68 per resistere a polvere e acqua, si è rivelato un telefono “adorabile”. Esteticamente ricorda in modo notevole l’iPhone X, ma in miniatura. E anche al tatto la qualità costruttiva emerge prepotentemente. Peccato che il prezzo suggerito al pubblico, 349 euro, tenda a scoraggiarne l’uso come secondo dispositivo. Per fortuna online si trova a molto meno, il che consente di farci un pensierino.

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INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.