CAMPERANDO

In tempi difficili non ci resta che sognare: ecco come Falkor potrebbe diventare il nostro camper (quasi) ideale

06 marzo 2020 – Sognare ci piace. Lo facciamo spesso. Del resto, anche la scelta di vivere in camper è stata per lungo tempo un sogno. Così non smettiamo mai di farlo, e quello che oggi è solo una fantasia sappiamo che domani potrebbe diventare una realtà. Ormai sono passati più di nove mesi da quando ci siamo chiusi dietro le spalle la porta di una casa in muratura per sposare le dimensioni e la libertà del nostro Falkor. È un mezzo che nonostante l’età e i suoi limiti amiamo, perché più ci guardiamo intorno e più ci rendiamo conto di due cose: la prima è che nessun veicolo moderno può offrire gli stessi spazi di cui noi godiamo in 5,45 metri di lunghezza (a parte forse, ma sottolineiamo forse, il Wingamm Oasi 540, con i suoi costi proibitivi); la seconda che la possibilità di acquistare un camper nuovo capace di soddisfare le nostre esigenze non ce l’abbiamo.

Le nostre povere finanze non ci permettono di considerare seriamente l’acquisto di quello che a oggi ci piace pensare sia il miglior compromesso tra spazi e costi: il Challanger 180 o il suo gemello Chausson 520In entrambi i casi, un mezzo nuovo di quel tipo viaggia, con gli accessori che riteniamo indispensabili, verso i sessantamila euro, e sarebbe comunque ben oltre mezzo metro più lungo del Falkor. Oltre tutto, portando con sé un limite incancellabile: il letto basculante non andrebbe oltre i 140 centimetri di larghezza, mentre su Falkor noi godiamo di un matrimoniale davvero casalingo, grazie al suo metro e sessanta di larghezza per due di lunghezza.

L’occasione Bürstner Ixeo Time 590

Sognando un po’ qui e un po’ là abbiamo ogni tanto adocchiato qualcosa che ha attirato la nostra attenzione, ma l’unico veicolo veramente degno di attenzione che ci ha conquistati è stato un Bürstner Ixeo Time 590 del 2016 in vendita presso la piemontese Italia VR: sei metri di lunghezza, bagno in coda trasversale, doccia separata, armadio capiente e soprattutto una dotazione di accessori capace di farci davvero pensare all’addio di Falkor: prima di tutto il cambio automatico (anche se solo robotizzato), ma anche il bombolone fisso omologato per il GPL, il pannello solare, la doppia batteria servizi, l’inverter, il tendalino. Mancherebbe solo il portabici, ma ci siamo detti che in fondo se ne potrebbe anche fare a meno, visto che il nostro lo abbiamo utilizzato solo per metterci una bagagliera della Fiamma.

Nonostante le sue doti, anche questa quasi unica occasione rimarrà tale, non tanto per la valutazione del Bürstner (il concessionario chiede 43.900 euro: è in fondo il suo valore, anche se il prezzo un po’ lo si potrebbe sicuramente trattare), ma più per il fatto che Falkor non viene adeguatamente considerato come possibile permuta e quindi dovremmo affrontare un complicatissimo percorso per venderlo da soli e poi faticare per farci finanziare la differenza. In pratica, un sogno che può facilmente tramutarsi in incubo, soprattutto in una fase come quella attuale, dove tra Coronavirus e situazione economica i rischi di “farsi male” sono davvero concreti.

E se fosse Falkor il veicolo ideale?

Così, messo l’animo in pace per un’occasione non colta, abbiamo ricominciato a sognare. E la nuova versione del nostro pensiero onirico ci porta verso l’idealizzazione del nostro Falkor. Se le sue qualità sono difficilmente replicabili su mezzi moderni, perché non rendere lui stesso non solo un veicolo al passo con i tempi, ma addirittura quasi il veicolo ideale?

Quello che oggi è un sogno potrebbe diventare un vero e proprio progetto, sapendo che ci sono limiti che non si possono materialmente superare, ma anche che alcuni aspetti potrebbero essere oggettivamente migliorati. Per cominciare, meglio sgombrare il campo da ciò che non si potrà avere: il cambio automatico non può essere trapiantato, così come dovremo farci bastare i 110 cavalli del nostro Ducato, che comunque ci hanno sempre portato in giro. Anche la doccia separata rimarrà nel libro dei sogni, ma già qui si possono immaginare dei miglioramenti. E tra soluzioni per ammodernare l’esistente e adozione di nuove soluzioni ecco cosa ci frulla per la testa.

Piccole modifiche, migliore funzionalità

Partiamo dalle cose che possono essere modificate per aumentare il livello di funzionalità. Uno dei punti deboli di Falkor è la mancanza di un piano di lavoro in cucina. Qui abbiamo pensato che si potrebbe installare una ribaltina simile a quelle che vengono adottate nei furgonati accanto al blocco cucina, lato portellone: andrebbe realizzata su misura, ma è sicuramente fattibile.

In bagno, per migliorare la fruibilità della doccia si potrebbe ricorrere a un paio di accorgimenti: cambiare la pedana in legno che abbiamo costruito l’anno scorso (bella ma pesante e poco pratica) con una in listelli di legno marino e installare un doccino fisso in posizione più comoda. Oggi usiamo la doccetta estraibile, ma è davvero poco pratica da usare. In occasione di questa modifica ci piacerebbe anche rivedere l’impianto idrico per passare dalla pompa a immersione (abbastanza delicata e che richiede rubinetti con microinterruttori) a una pompa a pressostato, adeguando quindi tubature e raccordi. Sempre in bagno, potrebbe essere l’occasione per far rifare il piatto doccia in vetroresina, visto che l’originale in termoformato ha delle crepe riparate con materiale sigillante. Il lavello ingiallito dall’età potrebbe poi essere sostituito o comunque riportato al bianco originale.

Una rinfrescata generale

Sempre nell’ottica di dare una rinfrescata generale, ci servirebbero poi dei nuovi rivestimenti per la dinette, il divano e i sedili della cabina guida. Le tappezzerie originali sono in ottimo stato, ma vivendo in camper usiamo ovviamente delle fodere e sono queste ultime che meriterebbero una sostituzione, magari considerando anche un rifacimento dei cuscini per aumentarne ergonomia e migliorare le imbottiture. All’esterno non sarebbe male dare una lucidata generale come quelle che è molto bravo a fare Marco Floris, mentre a livello di meccanica un intervento sulle sospensioni per ringiovanirle un po’ potrebbe aiutarci a ridare smalto nella guida al nostro “vecchietto”.

Al top di questo sogni c’è poi l’idea di provare a modificare la classe di emissioni da Euro 3 a Euro 5 (il massimo a cui si possa aspirare con le soluzioni attualmente disponibili), ma qui la spesa è davvero “mostruosa”: l’ultima volta che abbiamo chiesto un preventivo, un annetto fa, si parlava di circa 4.500 euro. Per chiudere il discorso manutenzioni, ci sono due interventi che prima o poi dovremo fare a prescindere, ovvero la sistemazione del portellone del gavone, minato da un’infiltrazione (il resto di Falkor è fortunatamente immune grazie ai materiali usati da Hymer: polimeri a celle chiuse come isolante e assenza di legno), e la risigillatura del maxi-oblo con sostituzione della cornice plastica interna.

Dai pannelli solari all’autoradio

E poi si arriva ai miglioramenti veri, quelli che ci permetterebbero di fare un salto di qualità nella vita di tutti i giorni. Il primo è l’adozione (finalmente) di una coppia di pannelli solari flessibili (il tetto di Falkor ha una forma particolare e quelli rigidi non ci stanno) e di un regolatore di carica MPPT; il secondo la sostituzione delle nostre due batterie AGM con almeno una batteria al litio-ferro-fosfato, unita a un eventuale booster per migliorare la carica da alternatore.

In cabina di guida ci piacerebbe sostituire l’autoradio con un modello più moderno, magari un Alpine dotato di ricevitore DAB, connessione Bluetooth, compatibilità con Apple CarPlay e schermo touch, rivedendo al tempo stesso anche gli altoparlanti. 

E infine, bombola ricaricabile, condizionatore e… generatore

Infine, per il comfort quotidiano ci piacerebbe tentare l’installazione di un serbatoio mobile ricaricabile per il GPL al posto delle bombole, come quello di qui abbiamo parlato qui, tentando la strada dell’omologazione. Questo ci eviterebbe il cambio frequente delle bombole durante l’inverno, ma soprattutto lo stress di doverle trovare. E poi d’estate l’idea di avere il condizionatore, almeno quando siamo attaccati alla rete elettrica a 220 Volt, non ci dispiace affatto. Non avendo però posto sul tetto si pensava al Dometic Freshwell, un prodotto che si può installare in una cassapanca. L’installazione del silenziosissimo generatore Zeus risolverebbe poi qualsiasi problema di autonomia.

Dai nostri (approssimativi) calcoli stiamo parlando di interventi per circa ventimila euro. Sicuramente una follia per un mezzo che forse quei soldi nemmeno li vale. Però Falkor non è “un camper” ma “la casa” in cui viviamo. E questo è un sogno, e nei sogni non si pongono limiti. Tutto questo potrebbe diventare un progetto vero, che comprende tutto quello di cui vi abbiamo parlato, oppure trasformarsi in qualche singolo intervento di manutenzione o miglioramento. L’unica cosa da fare ora è dormirci sopra.

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INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.