ALLA PROVA DEL 6 (MT)

TEST – Router Mobile Netgear MR2100 Nighthawk M2

CI PIACE

  • Prestazione elevate
  • Semplicità d’uso
  • Funziona a batteria
  • Buona autonomia

NON CI PIACE

  • Materiale facile da graffiare
  • Pochi accessori inclusi nella confezione
  • Prezzo elevato

Prezzo rilevato online: da 429,00 a 475,00 euro

14 gennaio 2020 – Vivere da fulltimer, e in particolare da “nomadi digitali”, significa avere necessità perenne di una connessione a Internet affidabile (oltre che ricca di gigabyte). I dispositivi che utilizziamo sono molteplici e stare dietro ai consumi di ogni singola Sim non è sempre facile. La nostra attuale configurazione vede la presenza di due smartphone, due tablet e due computer, oltre ai dispositivi che a mano a mano proviamo. In totale disponiamo di quattro schede telefoniche: due di Tim (con 15 e 30 gigabyte), una di Tre (con 60 gigabyte) e una di Poste Mobile (con 80 gigabyte). Quando siamo in giro, soprattutto usando i pc, bisogna decidere di volta in volta a quale telefono o tablet collegarsi: la funzione hotspot non sempre consente la riconnessione automatica.

Così abbiamo pensato di ricorrere a un router, ovvero un dispositivo che si occupi automaticamente della connessione di tutti i dispositivi. Diversamente da quelli utilizzati per l’uso casalingo, noi avevamo bisogno di uno strumento capace di lavorare con una Sim (invece che con l’Adsl o la fibra) e alimentato a 12 Volt invece che a 220. Di prodotti a basso costo ce ne sono molti (le tipiche “saponette” offerte dagli operatori telefonici), ma noi cercavamo qualcosa di più prestante e affidabile. Così abbiamo scelto il Netgear MR2100 Nighthawk M2: connettività 4G Lte fino a 2 gigabit per secondo, fino a venti dispositivi collegabili contemporaneamente, pannello di controllo sensibile al tocco da 2,4 pollici e possibilità di condividere anche in streaming contenuti multimediali memorizzati su un dispositivo Usb. Oltre che tramite Wi-Fi, il segnale può essere distribuito anche attraverso la porta Ethernet.

Configurazione? No problem!

La configurazione iniziale è molto semplice: si apre il coperchio inferiore a incastro, si toglie la batteria e si inserisce la Sim. Quella prevista dal costruttore è in formato “micro”, ma noi abbiamo usato senza problemi anche la versione “nano” (senza adattatori). Richiuso il tutto, serve quasi un minuto perché il router completi l’avvio. Se l’operatore telefonico è supportato, basta dare un nome alla rete Wi-Fi che si sta creando, scegliere una password e definire le credenziali di amministrazione. In caso contrario (a noi è capitato con la scheda di Poste Mobile) bisogna inserire il cosiddetto Apn per permettere al dispositivo di dialogare con la rete. Tutta la fase di configurazione viene eseguita utilizzando il piccolo schermo touch, il cui unico neo è che è scarsamente reattivo al tocco.

Una volta attivato, il Nighthawk M2 può essere gestito utilizzando un browser o tramite app per smartphone e tablet, oltre che attraverso il suo display. In tutti i casi si ottengono moltissime informazioni sullo stato della rete e della connessione mobile, oltre all’indicazione di quali siano i dispositivi connessi in quel momento. La batteria ricaricabile (e sostituibile) è agli ioni di litio e ha una capacità di 5.040 mAh. L’autonomia che garantisce dipende dalla qualità del segnale della rete cellulare e dai servizi utilizzati, ma in linea di massima è possibile raggiungere le 24 ore, ottenendo così una libertà totale, sia che si decida di avere una connettività costante sia che si opti per un’accensione limitata ai momenti in cui serve collegarsi a Internet.

Tre porte per ogni esigenza

Il router dispone di una porta USB-C per l’alimentazione o la connessione diretta a un computer, un connettore Ethernet e una porta USB-3 di Tipo A. In caso di connessione diretta a un pc, è possibile utilizzare la connettività cellulare senza dover passare dal Wi-Fi, cosa che può essere utile per eliminare eventuali interferenze locali ottimizzando le prestazioni. La porta Ethernet consente di collegare il router ad altri dispositivi presenti nella rete locale, ma ovviamente nelle nostre prove non abbiamo sfruttato questa funzionalità.

La USB standard, invece, permette di fare due cose interessanti. La prima è condividere contenuti multimediali usando chiavette di memoria o dischi fissi esterni, anche eseguendo lo streaming di audio e video grazie al supporto DLNA. La compatibilità è garantita con dispositivi formattati FAT16, FAT32, NTFS, HFS e HFS+, ma se si parla di un disco fisso esterno spesso è necessario che sia alimentato direttamente, in quanto la USB del router non è sufficiente (e non con tutti i dischi questo è possibile). La seconda cosa è che attraverso la USB è possibile ricaricare un altro dispositivo, per esempio uno smartphone a corto di energia.

Usato a lungo, meglio togliere la batteria

Quando si usa il router senza interruzione per lunghi periodi di tempo, come nel nostro caso, è consigliabile estrarre la batteria mantenendo il dispositivo alimentato con il cavo, perdendo però la possibilità di accedere ai contenuti esterni via USB e di ricaricare altri apparecchi. Il Nighthawk M2 dispone anche di una coppia di connettori RF per un’antenna esterna, che consente di guadagnare qualche decibel sul segnale cellulare in ingresso, migliorando la ricezione in zone con scarsa copertura.

Dato che il router cellulare usa traffico dati, una funzione molto utile del Nighthawk M2 è quella che consente di impostare il limite di dati mensili. Oltre alla quantità di gigabyte disponibili è possibile definire in percentuale quando ricevere un avviso relativo ai consumi e il giorno di scadenza del nostro piano mensile, in modo da non dimenticarsi eventualmente di ricaricare il conto telefonico.

Occhio alla sincronizzazione

Se siete abituati a usare sistemi di sincronizzazione automatica, come le foto scattate con il telefono che vengono salvate su qualche servizio esterno o sistemi come OneDrive, Google Drive, iCloud e simili, ricordatevi che sono solitamente preimpostati per essere utilizzati quando collegati a una rete Wi-Fi. Se non li disabilitate, il consumo di gigabyte diventerà importante e sarà quindi meglio verificare quali sono i limiti della vostra Sim.

Insomma, il Nighthawk M2 è davvero un bel prodotto, che in ormai qualche mese di utilizzo sul campo non ha mai tradito le aspettative. Non è però un dispositivo per tutte le tasche, dato che il prezzo a cui oggi – 14 gennaio 2020 – viene commercializzato va dai 429 euro di Amazon e MediaWorld ai 475 euro di Monclick, passando dai 443 euro di Bechtle, tutti negozi online consigliati da Netgear.

Qualche sbavatura

Vista la categoria del prodotto, non ci sono piaciuti alcuni particolari: non è prevista la possibilità di fissarlo a parete (noi ci siamo arrangiati con del biadesivo), non c’è in dotazione una custodia, lo schermo touch è poco reattivo a causa della tecnologia utilizzata e soprattutto il rivestimento plastico della parte superiore, quello dove si trovano schermo e controlli touch, è piuttosto incline ai graffi. Insomma, da questi punti di vista si poteva fare di meglio. La sostanza però c’è tutta e se la connettività vi serve, soprattutto per motivi professionali, questo prodotto è una grande risorsa.

Le prestazioni sono state all’altezza delle aspettative, anche se più che dal dispositivo quelle reali dipendono dalla rete cellulare. Le nostre più grandi delusioni le abbiamo provate con il servizio di Poste Mobile, mentre tendenzialmente TIM e Tre non hanno mai tradito le aspettative, se non in luoghi un po’ (troppo) fuori mano. In ogni caso, in occasione del CES di Las Vegas dei giorni scorsi, Netgear ha annunciato il prossimo arrivo del Nighthawk M5, che con estetica, dimensioni e peso analoghi a quelli del prodotto che abbiamo provato offrirà connettività 5G (fino a 4 gigabit per secondo) e Wi-Fi 6 (fino a 1,2 gigabit con migliore stabilità del segnale rispetto all’attuale standard). Data di disponibilità e prezzo di questa versione non sono ancora noti, ma vi garantiamo che il Netgear Nighthawk M2 è in grado di soddisfare pienamente tutte le moderne esigenze di connettività.

©2019 seimetri.it

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INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.