CAMPERANDO

Scemi che più scemi non si può: ecco cosa succede di fronte a un imprevisto quando la mente non è pronta ad affrontarlo

19 dicembre 2019 – Raccontando la nostra esperienza di vita in camper, sarebbe troppo facile far emergere solo le cose in cui siamo stati bravi (abbiamo riparato questo, abbiamo montato quello e così via)… A volte, per fare in modo che le nostre esperienze siano utili anche ad altri, è necessario parlare anche di quanto ci si possa sentire scemi (a proposito, l’immagine di apertura è tratta dal film “Scemo e più scemo 2”) nell’affrontare una situazione “banale”. Oggi, per esempio, stavamo tranquillamente iniziando un pomeriggio di lavoro, quando una bella quantità di acqua è comparsa, sul pavimento, al centro di Falkor. Ma non due gocce: proprio una pozzanghera!

È vero che piove (nuovamente) da tre giorni, ma onestamente un’infiltrazione così copiosa e improvvisa non era credibile. Anche perché se ci fosse piovuto in testa dall’oblò ce ne saremmo accorti ben prima. Così, tra un “cribbio” e l’altro ci siamo messi a caccia del problema. Che è sempre stato lì davanti ai nostri occhi, ovvio nella sua enormità. Ma si sa, le indagini richiedono il loro tempo, e alla soluzione si arriva spesso poco per volta…

Vista la posizione, il primo indiziato è stato il lavello della cucina: il mobile sottostante aveva accumulato un bel po’ di acqua, ma più per la pendenza che per altro. Una volta svuotato il sottolavabo è stato chiaro che né rubinetti, né tubi dell’acqua erano all’origine del disastro. L’attenzione si è così spostata verso lo scarico della doccia: parte della zona bagnata era infatti nel “bagagliaio”, a cui si accede dall’area davanti alla cucina, a poca distanza dal tubo proveniente dal piatto. Per arrivarci, e per capire da dove arrivava l’acqua, abbiamo quindi svuotato completamente il gavone, naturalmente prendendo la pioggia.

Niente: la parte finale del gavone era bagnata, ma lo scarico asciutto. Ultimo indiziato in zona è stato il serbatoio delle acque grigie, che nel Falkor è ospitato all’interno. A vista, però, sembrava tutto a posto: dal tubo per lo scarico e dal tappo per l’ispezione non filtrava nulla. A questo punto, con i mobili vuoti, abbiamo aperto il rubinetto del lavello. Eh sì: l’acqua usciva dopo lo scarico… A vista non c’era più nulla da controllare, quindi la perdita stava, secondo noi, sicuramente dentro i mobili, dietro qualche paretina impossibile da smontare in poco tempo. Ultima fase del dramma, la ricerca di qualcuno che in officina potesse aiutarci…

E meno male che ci siamo fermati in tempo! All’improvviso un’illuminazione: ma quanta acqua c’è nel serbatoio di recupero? E’ pieno! Ma pieno, pieno, pieno… Tanto da non contenere più nemmeno una goccia. Insomma, è bastato svuotarlo e il “guasto” è immediatamente sparito. Sentirsi due scemi è stato un attimo!

Che cosa abbiamo imparato da questa situazione? Un paio cose. La prima è che l’esperienza non basta mai: spesso bisogna provare sulla propria pelle le cose, per potersene ricordare la volta successiva. In oltre sei mesi di vita in camper e quasi trenta da camperisti non avevamo mai riempito così tanto il serbatoio delle grigie. La seconda è che la mente pensa più facilmente al peggio e che le cose più semplici non sempre sono quelle a cui si arriva più velocemente.

A nostra discolpa, va detto che non eravamo “psicologicamente” pronti a un evento di questo tipo: l’avere i due serbatoi di capienza dichiarata identica (100 litri ciascuno) fa sì che non ci si immagini che se tanta acqua esce da una parte possa non starci dall’altra. E visto che quasi sempre il serbatoio delle grigie sta fuori dal camper, in caso di “troppo pieno” lo sfogo dell’acqua in eccesso avviene di norma all’esterno del camper, non all’interno. Quindi, semplicemente, non ci aspettavamo nemmeno che una cosa del genere potesse succedere.

Comunque, ora casetta è asciutta (dentro, che fuori continua a essere bello umido!), l’adrenalina è passata e il tutto è stata l’occasione per pulire bene anche angolini di Falkor solitamente trascurati. Il Natale è vicino e ora, che è passata qualche ora, ci sentiamo un po’ meno scemi di prima e più pronti ad affrontare le prossime avversità!

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INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.