CAMPERANDO

Anche se la “vanlife# is not easy” vivere in camper è sempre una splendida esperienza

4 dicembre 2019 – Vanlife# is not easy! Ovvero: la vita in camper non è (sempre) facile. È questo il pensiero che da qualche tempo ci frulla in testa. Da quando abbiamo deciso di lasciare l’abitazione in mattoni per spostarci a vivere su Falkor non abbiamo mai smesso di documentarci: seguire le avventure di altri fulltimer, guardare video su YouTube, cercare informazioni su esperienze di vita in camper. Dopo tutto, questa è la nostra passione, per cui lo facciamo divertendoci. Però notiamo che quasi sempre emergono due cose: quanto è figo visitare posti bellissimi (e quanto è bello avere la libertà di poterli raggiungere senza vincoli temporali o di lavoro) o quanto è divertente fare video ironici e divertenti o, se permettete, spesso semplicemente “scemi”.

Noi non neghiamo che vivere in un van sia un’esperienza bella e appagante, ma bisogna innanzitutto distinguere tra chi ci vive per viaggiare e chi invece ha una vita quotidiana in cui il lavoro è la parte più rilevante. Nel primo caso non c’è discussione sul fatto che l’obiettivo di stare sul camper sia quello di godersi il viaggio, i luoghi, la cultura e le persone, mentre nel secondo questa componente, come nella vita della maggior parte di noi, è limitata all’equivalente di weekend e vacanze. E se è così, è chiaro che i piccoli disagi e i problemi specifici dello stare 24 ore su 24 su quattro ruote diventano più fastidiosi.

In ogni caso, ciò che vogliamo sottolineare a chi magari sta pensando di fare una scelta radicale come quella di lasciare casa è che vivere in un camper non significa vivere in una favola. E se spesso nel nostro blog parliamo delle molte cose che non vanno (malfunzionamenti, piccole riparazioni, disagi e così via) non è per raccontare solo il lato oscuro della vanlife#, ma per essere il più realisti (e onesti) possibile. Di cose belle ce ne sono tante (tantissime), ma per apprezzarle al meglio bisogna essere pronti ad affrontare senza timore anche quelle meno piacevoli.

Nelle ultime settimane abbiamo dovuto affrontare: una piccola infiltrazione (senza conseguenze) dall’oblò del bagno per cui dovremo rimediare rifacendo da zero la sigillatura; un’orribile infiltrazione nello sportello del gavone posteriore (unica parte in legno del nostro Hymer), per cui stiamo cercando di capire se intervenire e in che termini (i preventivi per la riparazione sono scoraggianti); l’alternatore del Ducato che ricaricava la batteria motore, ma non quelle dei servizi. In quest’ultimo caso, grazie anche all’aiuto del sempre prezioso Manuel Fiumidinisi di Axel Camper, si è scoperto che era solo colpa di un fusibile installato in un angolo improbabile del vano motore.

Nulla di tutto questo ci ha tolto il sorriso. E anche se la “vanlife# is not easy” non saranno questi piccoli inconvenienti a farci cambiare rotta.

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INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.