CAMPERANDO

I social network: un luogo virtuale nato per stimolare la discussione dove spesso ci si rinchiude in gruppi (o gabbie?) e si rifiuta la condivisione

1 ottobre 2019 – Oggi vorremmo fare qualche riflessione sul mondo dei social network. Abbiamo sempre pensato che questi canali vivessero fondamentalmente di una cosa: la condivisione. Non per nulla la parola chiave è “share”. Così, quando ci siamo messi a lavorare sul progetto di Seimetri.it è ci è parso normale pensare che i contenuti creati potessero essere in qualche modo interessanti per chi ama i camper, il plein air e questo stile di vita. Da molti mesi frequentiamo gruppi che parlano di questi temi e una volta lanciato il blog pensavamo fosse normale condividere lì i nostri post.

Per altro, abbiamo sempre cercato di farlo senza andare fuori tema e cercando di non essere troppo invadenti. Anche nei giorni del Salone del Camper di Parma, quando sulla nostra pagina pubblicavamo decine di post al giorno, ci siamo limitati a condividerne due, uno al mattino e uno alla sera, per riassumere quello che avevamo visto. In diversi gruppi questo non è piaciuto: in un paio di casi siamo stati invitati gentilmente a evitare le condivisioni, in un altro paio siamo stati presi a male parole, in altri ancora siamo stati bannati o bloccati temporaneamente senza una parola di spiegazione. Per fortuna ci sono ancora gruppi, sia chiusi sia pubblici, dove i nostri interventi sono (ancora) bene accetti.

Questo comportamento inatteso ci ha però portati a riflettere, nel tentativo di capire meglio i meccanismi che regolano questo regno digitale. In generale, se abbiamo abusato della pazienza di qualcuno chiediamo scusa: nel caso, lo abbiamo fatto in assoluta buona fede. Rimane Una domanda: ma a cosa servono i social? Non dovrebbero essere strumenti di comunicazione e soprattutto di condivisione? Ha senso avere gruppi dove è proibito da regolamento inserire link esterni di qualsiasi tipo, siano essi a un sito web o a un’altra pagina/gruppo su Facebook?

Qualcuno scrive che è vietato fare pubblicità ad attività economiche e questo ci trova concordi, ma se si tratta solo di informazioni messe a disposizione di tutti senza alcun fine di lucro? Perché dovrebbe essere vietato condividerle con persone che hanno i tuoi stessi interessi? Qualcun altro ci ha scritto che questa attività di condivisione viene fatta solo per alimentare i “like” e che quindi non va bene… Ma non va bene a chi? Agli invidiosi? È chiaro che se si fa uno sforzo per offrire qualcosa che si spera sia utile, si ha anche piacere che questa cosa arrivi al maggior numero possibile di persone. Sembra un po’ una follia: se si fa un post insensato, magari maleducato o comunque “caciarone” nessun problema; se invece si prova a costruire qualcosa di più complesso, che può piacere o meno, ma che comunque ha richiesto “fatica” meglio evitarlo che poi “acchiappa i like”…

Come primo risultato di questa riflessione proveremo a ridurre le nostre attività di condivisione sui gruppi, per cercare di capire se sia un problema di quantità o proprio di filosofia. In ogni caso, se avete letto queste righe ci piacerebbe avere una vostra opinione. Ovviamente questo post non è condiviso da noi su nessun gruppo, ma se ritenete che possa essere utile farlo circolare per stimolare la discussione potete condividerlo voi stessi su altri gruppi, pagine o bacheche. In tutti i casi, grazie perla vostra attenzione.

©2019 seimetri.it

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INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.