CAMPERANDO

Svuotare la cassetta Thetford è un problema? Il trucco dello zaino ci apre un mondo di nuove possibilità

7 agosto 2019 – Ieri vi abbiamo raccontato di come sia diverso l’approccio al turismo itinerante tra l’alto Friuli-Venezia Giulia e il Sud Tirolo e Carinzia. La cosa che accomuna le due aree è però la mancanza di aree di sosta con servizi di carico e scarico: non esistono nemmeno qui in Austria, ma qualche campeggio c’è. Noi ce ne siamo concessi uno due sere fa, nella piccolissima cittadina di Heiligenblut: un enorme spiazzo erboso a poche centinaia di metri dal paese, in una magnifica vallata. Niente servizi di animazione, poca illuminazione notturna, ma tanta pace e tranquillità e tutti i servizi che servono. Per una notte abbiamo speso 34 euro, elettricità compresa. Il nostro campeggio “di riferimento” italiano, sul Lago Maggiore, ne chiede 40.

Al di là dell’accoglienza differente, rimane quindi un problema comune al di qua e al di là delle Alpi: il carico e scarico. Con l’acqua chiara riusciamo a resistere tra un campeggio e l’altro anche quattro o cinque giorni. L’idea in vacanza è di concederci una o due soste “da ricchi” la settimana, quindi l’approvvigionamento non è un problema. Rimangono invece il WC e l’acqua potabile, che conserviamo in sei bottiglie di alluminio da un litro e mezzo per evitare lo spreco di plastica. Il secondo aspetto si gestisce facilmente in qualsiasi bagno pubblico, anche di un bar, mentre per il primo abbiamo una nostra “tecnica”, che vogliamo condividere con voi.

Quando non fa troppo caldo (qui la notte si scende sotto i dieci gradi e di giorno non si raggiungono i venti), non facciamo uso di disgregante chimico, e questo ci dà un po’ di libertà in più. In pratica, ci siamo procurati una sacca a tracolla di stoffa pesante, tipo jeans, capace di contenere la cassetta Thetford per intero. A questo punto basta trovare un bagno pubblico esterno e con indifferenza (e il nostro “zaino” sulle spalle) provvedere alla bisogna. Ovviamente facendo l’operazione con grandissima attenzione e lasciando tutto molto pulito. Manca la possibilità di sciacquare la cassetta, ma almeno si recupera autonomia in attesa della prossima sosta in un vero campeggio.

INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.