CAMPERANDO

Accoglienza ai camperisti: basta poco per sentirsi benvoluti, ma anche per sentirsi discriminati

6 agosto 2019 – È passata giusto una settimana da quando siamo partiti per le vacanze e ci è venuta voglia di fare un primo punto della situazione, essendo la nostra prima vacanza da quando siamo fulltimer. In questi ultimi giorni abbiamo frequentato sostanzialmente due aree: l’alto Friuli-Venezia Giulia, zona Tarvisio, e l’area di confine tra Sud Tirolo e Carinzia. La prima grande differenza è l’ospitalità di base, il sentirsi (o non sentirsi) a proprio agio in qualità di camperisti. Intendiamoci, i luoghi italiani sono belli e spettacolari, ma sempre sottilmente legati a una discriminazione di fondo.

I parcheggi, per esempio, sono spesso distinti con il pannello integrativo che identifica specificamente le auto. Ma a lasciarci perplessi è stata soprattutto la nostra esperienza a Tarvisio (area camper chiusa in pieno periodo estivo) e ai laghi di Fusine (15 euro per un parcheggio dalle 7.00 alle 18.00 – contro i 3 euro chiesti per le auto – senza alcun servizio a disposizione: leggi qui). In aggiunta a quanto già scritto, va detto che nella vallata mancano campeggi ed è presente un’unica area di sosta. Qui siamo passati una mattina per chiedere la possibilità di fare carico e scarico prima di avventurarci in territorio austriaco.

Siamo arrivati alle 8 e un quarto. L’area era chiusa da una sbarra e per entrare c’era un telefono cellulare da chiamare, ma non prima delle 9.00. Chi ha avuto bisogno di lasciare l’area prima di quell’ora ha dovuto alzare la sbarra a mano, con l’aria perplessa di chi non sapeva che altro fare. In attesa che arrivasse l’ora giusta e visto che il pozzetto per lo scarico era attiguo all’ingresso, abbiamo pensato di portarci avanti e abbiamo svuotato la cassetta e fatto rifornimento di acqua.

Per lo scarico attendevamo le 9.00. Un quarto d’ora prima, per scrupolo, abbiamo chiamato il cellulare indicato all’ingresso, chiedendo se fosse possibile, e a che prezzo, fare scarico-carico. Risposta: non è previsto, se volete farlo dovete pagare la tariffa intera giornaliera… Lì abbiamo deciso di maledire chi di turismo itinerante non capisce nulla, ma pretende di costruirci sopra un business. Abbiamo lasciato due euro per il disturbo all’ingresso e ce ne siamo andati… Un po’ criminali? Forse sì, ma davvero non è questo il modo di gestire infrastrutture turistiche!

In Austria, come in Italia, il campeggio libero non è consentito, ma la differenza tra parcheggio e campeggio è ben chiara. In generale non ci sono discriminazioni tra auto e camper: dove può parcheggiare la prima è benvenuto anche il secondo, tanto paga la prima (come sulla bellissima Grossglockner Hochalpenstrasse) tanto paga il secondo. E il salato pedaggio non scade alle 18: una volta pagato ci si può fermare per tutto il tempo che si desidera.Oggi siamo alla seconda sosta notturna in questa splendida zona, sede dell’area protetta più grande di tutte le Alpi: il Parco Nazionali degli Alti Tauri. Avendo visto il divieto di campeggio sulla documentazione e nei centri visitatori abbiamo chiesto almeno tre volte se fosse possibile pernottare nei vari parcheggi e/o punti panoramici e tutte le volte ci è stato risposto che il campeggio è vietato, ma che il parcheggio notturno è consentito. Insomma, una concezione del tutto diversa.

INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.