CAMPERANDO

AI laghi di Fusine: tempo perso, soldi sprecati e accoglienza da rivedere

2 agosto 2019 – Oggi vi raccontiamo la nostra esperienza a Tarvisio e dintorni. Dopo avere visitato lo straordinario santuario di Monte Lussari pernottando nell’ampio parcheggio della cabinovia (non un posto bello, ma sicuramente pratico in vista della salita) abbiamo deciso di fare un salto a Tarvisio per utilizzare l’area di sosta camper per lo scarico e il carico dell’acqua. Purtroppo, il primo di agosto, nel pieno della stagione turistica estiva, l’area era in ristrutturazione. Pazienza, dato che siamo prudenti abbiamo ancora almeno un giorno di autonomia, forse due.

La meta successiva sono i laghi di Fusine, a pochi chilometri da Tarvisio. Qui ci aspetta, ma già lo sapevamo, un parcheggio da 15 euro al giorno. Un piccolo prezzo da pagare per visitare un’area naturalistica che ha tutte le carte in regola per regalare soddisfazioni e grandi passeggiate in mezzo alla natura. Purtroppo, non è stata un’esperienza positiva.

La prima cosa che ci ha accolto lungo la strada di accesso è un grande cartello con scritto “Divieto assoluto di campeggio”, con camper e caravan sbarrati. Poi al “casello” ci hanno giustamente chiesto i 15 euro per l’ingresso, con la raccomandazione però di arrivare fino al secondo lago, quello superiore, dove c’è un’area specificamente riservata ai camper. Lungo il tragitto di un paio di chilometri un sacco di bei posti dove fermarsi, ma purtroppo vietati ai camper.

Identificato il luogo dove i camperisti possono parcheggiare, la prima sorpresa: i 15 euro non sono per 24 ore di sosta, ma sono validi solo fino alle 7 del mattino dopo. Poi bisogna pagare altri 15 euro. Per noi che siamo arrivati alle quattro del pomeriggio è una brutta notizia: la nostra spesa è improvvisamente raddoppiata. In questa formula c’è una sola cosa buona: da queste parti conoscono bene la differenza tra parcheggio e campeggio e ci autorizzano esplicitamente a passare la notte.

Peccato che subito dopo arrivi la seconda sorpresa: da sabato mattina sono previsti dei concerti e quindi il parcheggio domani sera dovrà essere lasciato libero. Quindi, anche pagando ulteriori 15 euro non potremo rimanere per la seconda notte: avevamo già pensato a una lunga escursione per domani, seguita da una serata di riposo e ripartenza sabato mattina, ma questo piano va rivisto. Tra l’altro, il palco montato sulle rive del lago deturpa il paesaggio e in più subiamo anche le prime prove audio del concerto, in un luogo che saremmo venuti a visitare per cercare pace e tranquillità…

Terza sorpresa: le auto in questo parcheggio pagano 3 euro per tutta la giornata. Ora, il codice della strada prevede espressamente che nelle aree adibite a parcheggio per gli autocaravan, ovvero i camper, possano essere previste tariffe maggiorate, ma solo fino al 50% in più. In pratica, se un’auto paga 3 euro, a un camper possono essere fatti pagare 4,5 euro. Non di più. A questo aggiungiamo che nella grande area di parcheggio è presenta una fontana con acqua non potabile e che ci sono bagni che chiudono alle 19.30, ovvero zero servizi per chi si ferma.

Ah no, c’è un grazioso bar. Ci siamo fermati per l’aperitivo. A noi e a una coppia di lingua tedesca hanno portato da bere e basta, tanto che ci siamo comprati delle patatine a parte per accompagnare spritz e birra. Ma ai tavoli vicini, occupati da persone probabilmente più abituali di noi, stuzzichini e patatine sono stati portati come gentile omaggio (come si fa in qualsiasi bar all’ora dell’aperitivo).

Insomma, non ci siamo per nulla sentiti bene accolti e il risultato è che domani mattina lasceremo i laghi di Fusine in cerca di zone dove anche il nostro tipo di turismo è ben visto. Ma prima di andarcene ci toglieremo la soddisfazione di passare al bar, dire che avevamo intenzione di fare colazione e pranzo da loro, ma che essendo parte di una categoria evidentemente discriminata andremo a spendere i nostri soldi da un’altra parte.

INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.