CAMPERANDO

Poste Mobile: l’ennesimo operatore telefonico che merita di “passare oltre” e andare all’Inferno…

1 agosto 2019 – Sapevo che non avrei dovuto fidarmi di Poste. I nostri 80 gigabyte mensili a 10 euro al mese ci sono costati un patrimonio. La Sim di Poste Mobile, scelta dopo una lunga analisi (leggi qui), era stata acquistata il 24 giugno scorso e inserita in un iPad che fa da hotspot per i nostri vari dispositivi. In circa un mese di utilizzo abbiamo potuto constatare che la copertura è buona, ma non all’altezza di quella di Tim, e che la velocità media della rete è abbastanza bassa, spesso intorno ai cinque megabit al secondo, a volte meno.

Mettendo la Sim nell’iPad abbiamo perso la concezione del tempo, e dato che l’iPad non riceve Sms non ci siamo accorti che la tessera andava ricaricata. In vacanza, questa mancanza è subito emersa. Poco male: 10 euro di ricarica e siamo pronti a ripartire. E invece no. Fatta la ricarica il tablet ricomincia a navigare, ma il credito residuo è circa 6,50 euro e il piano Creami Relax 100 risulta “disattivato per credito insufficiente”. Ci viene qualche dubbio, ma il tablet ci consente di navigare e non ci preoccupiamo troppo. Solo che dopo una mezz’ora i dati si bloccano di nuovo. Per tagliare la testa al toro, come si dice, ricarichiamo altri 10 euro, in modo che Poste possa prendere il suo obolo mensile e ci consenta di navigare. 

Effettuata la seconda ricarica, in effetti il traffico dati torna attivo, ma il credito residuo parla di 7 euro e spicci. Ci ripromettiamo di chiamare Poste il giorno dopo, in un orario piò consono (sono ormai le 10 di sera) e spostando la Sim dall’iPad al telefono. Dopo un’altra mezz’ora, periodo in cui abbiamo felicemente messo online il blog che state seguendo, di nuovo niente dati…

E così arriviamo a oggi. Parliamo con il 160, non senza soffrire le dovute pene in termini di messaggi automatici e tempi di attesa, e scopriamo che prima di usare nuovamente i dati dopo la ricarica avremmo dovuto attendere il messaggio di riattivazione del piano Creami Relax 100. Quello che è successo è che abbiamo ricaricato, ma prima che il piano fosse nuovamente funzionante Poste Mobile ci ha “ciucciato” 3,5 euro per ogni 400 megabyte consumati. Dopo avere scalato i primi 3,5 euro il credito residuo non era più sufficiente a riattivare il piano mensile e, come un cane che si morde la coda, la stessa cosa è accaduta con la seconda ricarica. In pratica, abbiamo bruciato 17,5 euro per 2 gigabyte di dati.

Raccomandazione del call center: spegnete i dati del cellulare, fate una terza ricarica e attendete il messaggio di conferma prima di riattivare i dati. Procediamo con cautela: per fare la ricarica dal telefono in cui abbiamo messo la Sim serve la connessione dati. Attiviamo quindi l’hotspot sul nostro altro telefono e procediamo con altri 10 euro. Poi, per sicurezza, andiamo nelle impostazioni e togliamo l’opzione “Usa dati cellulare”.

Troppo tardi! Il telefono, nonostante la connessione Wi-Fi sull’hotspot, scambia un bit di dati con il suo server di riferimento e inesorabile arriva l’Sms: “Abbiamo addebitato 3,5euro per la tariffa Internet base giornaliera:hai 400MB fino alle 24 di oggi”. Gli spazi che mancano dal messaggio precedente sono stati gentilmente rubati da Poste Mobile, insieme ai nostri soldi. Il credito residuo di 9,09 euro ci dice che nemmeno questa volta il piano Creami Relax 100 da 80 gigabyte potrà essere riattivato…

Siamo alle battute finali: con i dati cellulare disattivati e l’hotspot attivo facciamo la quarta ricarica da 10 euro in poche ore, poi ci mettiamo in attesa. Dopo 60 secondi, arriva il messaggio di conferma della ricarica effettuata, dopo dieci minuti il secondo messaggio con la conferma della riattivazione del nostro piano. Ora abbiamo di nuovo 80 gigabyte a disposizione, ma 40 euro in meno sul nostro conto in banca. E pronti a passare il confine con l’Austria sapete quanti di questi potranno essere usati all’estero? 3,7! Se nei prossimi giorni avrete poche notizie da noi, sapete il perché.

INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.