CAMPERANDO

Un maniglione per amico

28 aprile 2019 – Quando pensiamo alla nostra futura vita in camper ci poniamo spesso il problema della sicurezza. In realtà siamo ben consci di quanto poco si possa fare se non essere più prudenti possibile: la scelta del luogo in cui sostare o dormire è sempre delicata e in ogni caso bisogna essere pronti ad andarsene velocemente. Le nostre regole sono semplici: tendiamo a preferire zone residenziali, che non abbiano elementi visibili di degrado, possibilmente in cittadine di dimensioni medio-piccole, oppure aree naturali molto lontane dalla civiltà. In tutti i casi abbiamo una regola d’oro: il muso del camper deve essere sempre orientato nella direzione in cui eventualmente allontanarsi e le chiavi del mezzo devono essere vicine a noi, a portata di mano. Se abbiamo dei dubbi, quando andiamo a dormire ci assicuriamo che il sedile guida sia girato nel senso di marcia.

In tanti anni di vacanze all’aria aperta non abbiamo mai avuto problemi, ma questo non è garanzia per il futuro. Quello che ci è chiaro è che il camper è debole per sua natura. La cosa più facile da aprire sono le serrature, sia quelle delle portiere sia quella della porta di ingresso. E comunque, serrature a parte, basta forzare una finestra di plastica per entrare. Cercare di rendere il camper un fortino non ha quindi molto senso. La cosa più importante, a nostro parere, è che in caso di tentativo di intrusione con noi all’interno ci si possa rendere conto della situazione.

Abbiamo quindi adottato una strategia semplice: fare in modo che chi cerca di entrare debba fare almeno un po’ di rumore. In questo caso confidiamo nella sensibilità del nostro Yoda (il barboncino da guardia che veglia sempre su di noi) e soprattutto sul fatto che il rumore causato dal ladro ci svegli. A questo punto lo scenario diventa più incerto, ma la nostra speranza è che se il ladro si rende conto della nostra presenza decida di mollare il colpo. Se invece dovesse entrare lo stesso… speriamo di riuscire a fuggire prima che ci riesca.

Per rendere un poco più difficile (e auspicabilmente più rumoroso) il compito dell’intruso, abbiamo scelto due semplici soluzioni: sulle portiere anteriori installeremo due chiusure a “T”, quelle che normalmente servono a bloccare dall’interno le finestre, mentre sulla porta d’ingresso abbiamo montato una chiusura a maniglia con serratura della Thule, il modello Inside-Out Lock G2. Non è stato facile da trovare, ma rispetto all’analoga soluzione della Fiamma (Safe Door) ci è sembrata più solida. Per acquistarlo online abbiamo dovuto rivolgerci, tramite eBay, a un venditore inglese. Acquisto e spedizione ci sono costati circa 90 euro, mentre l’installazione l’abbiamo fatta noi.

E’ stato un lavoro abbastanza semplice, anche se fatto con grande preoccupazione (odiamo l’idea di bucare le pareti di Falkor). Una dima adesiva ci ha permesso di identificare facilmente i punti dove forare e con due punte da metallo abbiamo creato i buchi per viti di fissaggio e per il chiavistello. In un’oretta ce la siamo cavata e ora per entrare dalla porta di ingresso bisogna forzare due serrature invece di una, spostando anche la maniglia che un po’ di rumore lo fa.

Dal punto di vista pratico può essere una seccatura dover usare due chiavi, ma un po’ di sicurezza in più non fa male. Dall’interno, invece, il chiavistello gira senza bisogno di chiave, per cui l’uso è molto semplice. Prossimamente monteremo le due chiusure sulle porte anteriori.

INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.