CAMPERANDO

Cliente perso, opportunità perduta

13 marzo 2018 – Ieri ho ricevuto una notizia non positiva: uno dei miei (pochi) clienti nell’ambito delle traduzioni tecniche, che non sentivo da ben tre mesi, mi ha scritto per commissionarmi un breve lavoro. Fin qui sembrerebbe una buona cosa. In realtà, approfittandone per capire come mai il lavoro dell’ultimo periodo fosse così scarso, ho saputo che il suo principale cliente ha deciso di non investire più in comunicazione sull’Italia: è un brutto colpo. Per me, incaricato della traduzione di tutti quei materiali, significa veder sparire circa tremila euro del reddito annuo che deve servire a mantenere la nostra nuova avventura.

L’umore non è dei migliori, e questo favorisce la riflessione negativa: abbandonare il progetto? Spostarlo più avanti (molto più avanti) nel tempo? Investire energie e risorse sull’attività esistente potrebbe essere più produttivo? Cuore e ragione prendono spesso strade separate, e così mi ritrovo a pensare a due cose: come far fronte a questo imprevisto “ammanco” e come superare in futuro situazioni simili. Il lavoro è ciclico, infatti, e a volte i clienti si perdono, a volte si trovano. La prima ipotesi è solitamente improvvisa e spesso imprevedibile, oltre che facile a realizzarsi, mentre la seconda è molto più difficile da concretizzare. A ogni cliente perso, quindi, corrispondono preoccupazioni e fatiche.

Al momento, a parte mettere in pratica l’originaria idea di contattare tutte le persone che conosco (lavorativamente parlando) per capire se qualcuno può diventare cliente o può proporne uno, credo che cercherò di rivedere il nostro budget, con un duplice obiettivo. Il primo è capire meglio se la nostra idea di editoria digitale specializzata può davvero diventare una fonte di reddito significativa, il secondo trovare delle soluzioni di emergenza che permettano di far fronte ai momenti di crisi. Al momento mi vengono in mente due nomi, non certo risolutivi, ma che potrebbero “mitigare” gli effetti di una riduzione del reddito: BeMyEye e BlaBlaCar.

Si ratta di due app che consentono di guadagnare piccole somme, la prima facendo piccoli lavoretti su commissione (se volete saperne di più cercatela su App Store o su Play Store), la seconda di recuperare, almeno in parte, le spese di viaggio condividendo il proprio veicolo con chi ha bisogno di un passaggio. Prossimamente cercherò di capirne di più. Stay tuned!

INFORMAZIONI SULL'AUTORE

Paolo Galvani

Nato nel 1964, è giornalista professionista dal 1990 e imprenditore dal 2007. Si occupa di tecnologia dalla fine degli Anni '80, prima come giornalista poi come traduttore specializzato, e da circa tre decenni ama girare in camper. Dalla fine di maggio del 2019 è diventato "fulltimer". A luglio 2019 ha lanciato il blog seimetri.it.